Ci manca solo il concorso per insegnanti di religione

18/11/2020 - Mirko de Carli
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

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Siamo nel mezzo di una seconda ondata pandemica davvero preoccupante con la crescita quotidiana, a dir poco vertiginosa, dei morti e dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva e di cosa parla il paese? Un possibile concorso per gli insegnanti di religione: siamo davvero al ridicolo per non dire peggio.

Sono giorni che circolano significative indiscrezioni che ipotizzano una forte accelerazione delle procedure per il concorso degli insegnanti di religione cattolica: l’esecutivo guidato dal premier Conte, nella figura del Ministro Azzolina, pare aver dichiarato in più occasioni di voler pubblicare a breve sulla Gazzetta Ufficiale un bando specifico in attuazione a quanto approvato in Parlamento a seguito dell’emendamento presentato dall’On.Toccafondi.
Rispetto a tutto questo la Conferenza Episcopale Italiana come si colloca? Ad ora esprime una precisa indisponibilità per un’eventuale intesa su questa delicata questione.

È davvero qualcosa di irrazionale e illogico pensare di avviare questa procedura, al di fuori da ogni procedura amministrativa e parlamentare concordata, in piena pandemia e con le scuole in prevalenza operative con la didattica a distanza.  
La decisione del ministro Azzolina, che sta diventando sempre più probabile e concreta, di voler procedere in questa direzione con il parere contrario della Cei è la plastica conferma della espressa volontà dell’esecutivo di voler estromettere i Vescovi italiani dal percorso decisionale inerente la “stabilizzazione” delle figure professionali degli insegnanti di religione cattolica: questa scelta confermerebbe quanto paventato da tempo, ovvero la volontà governativa di eliminare sistematicamente l’insegnamento della materia stessa dall’ordinamento scolastico italiano.

Invece di investire risorse pubbliche garantendo una sempre più alta qualità del servizio scolastico nazionale il governo si arrogherebbe la titolarità di decisioni che non gli spetterebbero, surrogando indebitamente al Parlamento, e negando la strada maestra (invocata anche da diverse associazioni di categoria per dare un taglio netto all’annosa azione manipolativa in corso da anni) quale quella di una specifica iniziativa referendaria (che rappresenta l’unica via per mettere palesemente in discussione il concordato tra Stato e Chiesa Cattolica tuttora in vigore). Agire in maniera così subdola è solo lacerante e divisivo e crea fratture probabilmente insanabili nel già tanto martoriato mondo della scuola.
Non possiamo che sostenere e fare nostra l’azione di molti che si stanno mobilitando in questi giorni, in particolare Anaps, e invitare il Ministro della Pubblica Istruzione a smentire categoricamente l’ipotesi di un concorso a dicembre per gli insegnanti di religione cattolica. La priorità ora è la messa in sicurezza delle nostre scuole per un graduale e possibile rientro con la didattica in presenza dei nostri alunni.