Comunali, Gianfelici: "Ci dissociamo dagli attacchi a Parcaroli"

Pubblicato il 06/08/2020 Autore/Fonte: Pdf Marche Visite: 75
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La cattiveria umana esiste ed è caratterizzata dall’esagerata attenzione ai propri tornaconti personali: l'ho sperimentata di persona, specie quando mi sono messa a denunciare fenomeni morbosi in città, e ancora oggi ne subisco il peso e l'abisso che può toccare: immenso e indescrivibile. La cattiveria si compone sempre di sentimenti negativi che nascono dalla debolezza e dalla miseria umana che non si vogliono riconoscere, ubriacate dalla forza che nasce dall'associazionismo tra persone animate solo da becere ispirazioni e da tanta desolazione nel cuore.

Mi riferisco agli attacchi a Sandro Parcaroli. Io nasco in mezzo al potere più alto. La mia vita è stata rovinata dal potere e dalle offerte che il carrierismo incluso nell'accezione bieca della politica può offrire, non di certo da quello che sa essere "intelligente". A Macerata, fin dalla fine della Prima Repubblica, non si fa politica. Non c'è da decenni un gruppo di persone che nei vari partiti abbia cercato di crescere dentro le sfide e i problemi del tempo, dentro i fatti e non le ideologie e abbia preso seriamente la politica come la più alta forma di servizio e di carità verso se stessi e la collettività. Il potere politico a Macerata, per più di vent'anni è stato messo in mano a persone che fra l'altro ne rappresentano solo la facciata da spendere e intanto si riempiono le tasche di benefici personali.

È sotto gli occhi di tutti come questo sistema ha solo decostruito a favore delle cieche ideologie, alzato muri col mattone per profitto e tornaconto, lastricato strade con asfalto ingannevole e subdolo, ma "purché luccichi va bene, tanto la gente la compro e poi non capisce". Questo è il potere che ha governato per oltre vent'anni in città, rendendo Macerata piazza di spaccio internazionale, nodo delle più profonde bassezze umane in ogni tipo di attività criminale e criminosa, nascosta dal perbenismo e dal pericolosissimo buonismo. La sottoscritta col cognome che porta deve di continuo giustificarsi ai tanti messaggi che riceve per prendere le distanze dall'operato buio di potere di Loredana Gianfelici. Vi assicuro che chi mi ha scritto quanto segue è uomo di potere, ma della medaglia intelligente: “Questo tipo di potere ha portato Carancini e accoliti a distruggere Macerata e meriterebbero di essere portati in giro per la città a dorso di mulo, rivolti verso il di dietro, la gogna medioevale per i traditori e i tiranni, ma molti centri di potere li sorreggono, e sarà molto difficile scalzarli".

Il signor Sandro Parcaroli non ha di certo bisogno di essere difeso dalla sottoscritta, ma non ho potuto tacere perchè profondamente indignata. Noi, come Popolo della Famiglia, conosciamo bene cosa significa subire attacchi personali. Mario Adinolfi, ma anche molti dirigenti del partito, ne subiscono ogni giorno. Ci dissociamo pertanto da questo modo ignobile di fare politica e pur essendo avversari dichiariamo la nostra solidarietà a Sandro Parcaroli per gli attacchi subiti.

Personalmente mi sto accorgendo quanto sia difficile fare politica se non lo fai con umiltà vera e responsabilità, con lo spendere tutta te stessa e il bagaglio umano e culturale di cui disponi. Butterò giù le maschere di giornalisti e redazioni che non mi pubblicano o tagliano i miei articoli quando si fanno i nomi che rappresentano il potere vero celato dietro Ricotta e il Pd maceratese, mostrando a tutti come l'attuale candidato del Pd e del potere cieco di cui ho parlato sopra, non si sarebbe dovuto neppure presentare sulla scena elettorale di queste amministrative per come ha agito, sempre senza una minima luce nel cuore e nella mente a favore del bene, ma mentendo con consapevolezza e spudoratezza, divertendosi a dividere, seminare zizzania, spargere la peggiore qualità di seme e suggerire i peggiori acquisti e trattamenti di terreni da "lottizzare".

Al signor Sandro Parcaroli come uomo, il mio abbraccio personale e del mio Partito e l'augurio che sappia anche discernere in merito ai suoi personali consiglieri.