Cosi si affonda

Pubblicato il 15/10/2020 Autore/Fonte: Mario Adinolfi Visite: 64
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I principali luoghi di contagio per via dell’inevitabile assembramento sono i mezzi del trasporto pubblico locale. Occorreva raddoppiare il numero di corse, assumere personale, acquistare automezzi, far viaggiare metro e bus al 50% della capienza. La nostra proposta come Popolo della Famiglia è farlo ora, subito, con procedure emergenziali. Bisognava farlo sette mesi fa perché quel che è accaduto era ampiamente prevedibile. Ancora ieri il ministro De Micheli ha confermato che il trasporto pubblico locale deve viaggiare all’80% della capienza. La tragedia della classe dirigente italiana nella gestione di questa tragedia collettiva sta nell’assoluta incapacità di visione, nella ridicola inconsistenza della programmazione, nella a dir poco infantile concezione della questione cruciale dell’organizzazione. Si viaggia di momento emergenziale in momento emergenziale provando a non far entrare acqua nello scafo tappando le falle con le mani. L’ultimo dpcm, quello con la “forte raccomandazione” a non fare feste con più di sei persone, è la fotografia di una classe politica che si copre di ridicolo invece di fare quel che sarebbe necessario fare: organizzare da subito i gangli vitali della esistenza di una comunità sotto assedio. Come ci si muove? Come si produce? Come ci si cura? Come si traccia la filiera dell’infezione per contenerla? Come si aiutano le famiglie che non ce la fanno e che stanno abbassando le saracinesche dei loro bar, dei loro ristoranti, dei loro negozi a migliaia al giorno, arrendendosi? Come si proteggono i soggetti più deboli dall’avanzare autunnale della malattia? A queste domande non è stata data risposta univoca, è stata proposta una dimensione di disperante confusione dove ognuno fa per sé. La responsabilità del governo degli scappati di casa davanti a questo caos è evidente e imbarazzante.