Dall'America sportiva

Giovanni Pasero - Pubblicato il 21/02/2021 - Visite: 52 Facebook Twitter
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“My son was alive since the moment of conception and is the joy of my life” (mio figlio era vivo fin dal momento del concepimento ed è la gioia della mia vita). Questa frase è stata twittata da un giovane giocatore di uno degli sport più pericolosi del mondo, ovvero il football americano. Il suo nome è Harrison Butker, nato il 14/07/1995 a Decatur in Georgia, e gioca nei Kansas City Chiefs, squadra che milita nella NFL, la National Football League, lega statunitense di football, gioco “da duri” nato e sviluppato negli USA e che ogni anno attira moltissimi supporters delle svariate squadre iscritte al campionato.

Per chi è interessato all’argomento sport sicuramente sa che nella notte italiana di domenica (serata di sabato negli States) ha avuto luogo l’evento dell’anno per la popolazione americana, vale a dire il Super Bowl LV, lo scontro finale tra la squadra vincitrice del Super Bowl dell’anno precedente e la vincitrice del campionato dell’anno corrente. Le due squadre in questione quest’anno sono state i Tampa Bay Buccaneers, squadra ospitante di Tampa (Florida), e i Kansas City Chiefs, squadra ospitata, proveniente da Kansas City nel Missouri.

Ci domandiamo allora come mai parliamo di sport in un giornale che solitamente tratta di politica o eventi di natura etica? Ebbene, nella squadra dei Chiefs militano due giocatori apertamente esposti nel mondo pro life. Harrison Butker e Dustin Colquitt sono due esempi di come nello strano mondo a stelle e strisce possano giocare anche esponenti di correnti che nel mondo di oggi trovano poco spazio, perché sostenitori di una linea di pensiero lontana, se non contraria, a quella dominante. E’ sufficiente pensare come l’attuale presidente americano, Joe Biden, apertamente favorevole alla pratica abortista, tanto da aver rifinanziato le cliniche abortiste che nei quattro anni precedenti durante l’amministrazione Trump avevano visto diminuiti i soldi devoluti per le loro operazioni, benché si definisca cattolico, abbia una visione diametralmente opposta a quella dei due giocatori di football. Eppure la grandezza americana è anche questa: la possibilità per giovani giocatori (Butker 25 enne, padre di due bambini e Colquitt 38enne, papà di 5 figli) di poter vivere l’evento più grande e atteso dell’anno a fianco del presidente neo eletto che ,“da cattolico”, ha già pensato di poter consentire a giovani madri di sopprimere il bambino che portano nel grembo tramite soldi pubblici.

“Here in Arkansas we were able to drop the annual number of abortions 44% in the last 20 years. ” (Qui in Arkansas siamo stati in grado di ridurre il numero annuo di aborti del 44% negli ultimi 20 anni). Non è frequente che un giocatore di football americano dichiari apertamente di come in prima persona il loro impegno sia stato determinante per la riduzione del numero degli aborti nella contea dell’Arkansas. Entrambi sono membri di Live Action, organizzazione anti-abortista nata nel 2003 da Lila Rose. Per di più, sia Butker sia Colquitt sono cristiani cattolici praticanti, ma sottolineano come la difesa della vita nascente non sia di dominio unico ed esclusivo di persone che si rispecchiano in una fede religiosa ma di tutti coloro i quali sono in grado di capire che l’embrione non è un semplice grumo di cellule ma un essere vivente a tutti gli effetti.

A conclusione, è lecito trarre diverse riflessioni. La prima è la seguente: nel paese, che poco tempo fa ha visto un netto cambio alla propria guida, dal tycoon Trump al democratico Biden, una cosa sembra non essere cambiata: la coerenza e la serietà politica. Molti membri influenti si sono dichiarati apertamente sostenitori di uno o dell’altro e ciò non è mutato, nemmeno dopo le controverse elezioni. Nei Tampa Bay Buccaneers è presente il quarterback Tom Brady, grande amico di Trump, mentre nei Chiefs Patrick Mahomes, giovane promessa, ha dichiarato di aver sostenuto la candidatura di Biden; ognuno esprime apertamente le proprie preferenze ed esse vengono rispettate. Questa è democrazia. Seconda riflessione proviene dall’ambiente europeo. Nelle settimane scorse si è visto un grande sostegno da parte della Bundesliga, il campionato di calcio tedesco, alle comunità LGBT “perseguitate”. Nessun giocatore ha apertamente alzato una voce contraria: oramai il pensiero unico impedisce di essere liberi, di dire anche se non si è d’accordo. La linea chiara è “apertamente sottoscrivo quello che si dice ma poi personalmente la penso in altro modo”. Ecco che, invece, Butker e Colquitt ci dicono con le loro affermazioni e il loro esempio che si può far parte di squadre di primo livello e vincere il premio più grande in uno dei paesi più influenti del mondo senza doversi allineare al pensiero corrente, che si può dire che la vita è preziosa e che in 20 anni il numero di aborti è sceso e poter dimostrare di essere liberi pro life. Questo è un invito per noi giovani italiani. Prendiamo ad esempio Butker e Colquitt e vedremo che finirà l’inverno demografico denunciato da Papa Francesco all’angelus in occasione della giornata per la Vita.

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