Dopo il 29 marzo, come si fa a non sciogliere le camere?

02/03/2020 - Mario Adinolfi
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

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Al di là del nostro risultato molto incoraggiante (1.32%, raddoppiata la percentuale delle politiche e triplicata quella delle europee grazie al lavoro di Nicola Di Matteo e del PdF Roma) un dato politico balza agli occhi: il 4% del M5S. Che arriva dopo l’analoga percentuale ottenuta in Emilia Romagna (in Calabria ha preso il 6%). Ora, a parte il fatto che Virginia Raggi stanotte è stata sfiduciata dai romani, anche un Parlamento che si regge su quattrocento grillini figli del 33.5% del 4 marzo 2018 che grado di legittimità ha? E dopo il referendum del 29 marzo come fa Mattarella a non sciogliere le Camere anche per via della radicale modifica costituzionale introdotta? Nuovo governo per ridisegnare i collegi e non farci soffocare dal coronavirus, poi elezioni politiche perché l’imbecillità grillina porterà il Paese all’esasperazione. Finora la risposta è stata democratica e nelle urne, dove dal 2018 il M5S rimedia solo pesantissime sconfitte in ogni tipo di competizione. Ma se Di Maio e soci insisteranno a imbullonarsi alle poltrone nonostante gli avvisi di sfratto finora democraticamente recapitati, con i disastri che nel frattempo stanno combinando, frange di popolo potrebbero infuriarsi davvero...