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Fabiola Cenciotti, un pilota d'aereo per guidare Roma:

Roma Today - Pubblicato il 18/04/2021 - Visite: 53 Facebook Twitter
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"Cinque anni dopo la prima sfida dell’allora neonato PdF all’inconsistenza di Virginia Raggi- spiegava qualche giorno fa Adinolfi-misureremo che tipo di crescita ha avuto il nostro movimento sul vasto territorio della Capitale, affidandoci alla capacità di interpretarne l’anima di una donna cattolica". Per farlo il partito della famiglia sceglie di schierare una personalità diversa dal suo fondatore.

A correre come sindaco sarà Fabiola Cenciotti che scende in campo con un programma che propone di coniugare le attività dell’amministrazione a una visione di centralità della famiglia e una politica attiva per il reddito di maternità a tutela delle donne lavoratrici. Accanto alle criticità di Roma come i rifiuti e i trasporti Cenciotti include il lavoro di lotta alla prostituzione e alle “economie del male” così da lei stessa descritte, con una ferma “Opposizione al racket da cui nasce anche lo sfruttamento femminile”. Favorevole allo sviluppo e all’implementazione delle piste ciclabili con uno sguardo al miglioramento della vivibilità della città.. Infine si esprime sul dl Zan: “Sono contro la violenza, che condanno sotto ogni forma ma il dl Zan è un provvedimento eccessivamente liberticida”.

Una pilota di aerei, moglie e madre si candida alla guida della città di Roma, cosa l’ha spinta a proporsi per le prossime amministrative?

“Mi sono voluta candidare come sindaco, perché secondo me c’è proprio la necessità di riportare la famiglia all’interno dell’amministrazione di una città. Io sono una donna, madre e moglie lavoratrice, c’è la doppia dicotomia tra la donna lavoratrice e mamma, generalmente la famiglia genera valori come la protezione, la sicurezza, l’accoglienza, principi che devono essere necessariamente reinseriti in qualche modo in un dibattito. Vedere oggi una donna, moglie e mamma sindaco di una città rimanda all’immagine di un amministratore che si comporta come una mamma della città con tutti i suoi valori. Sembra una rivoluzione culturale e antropologica, la famiglia come architrave all’interno della politica.”

Quali sono gli argomenti centrali all’interno del suo programma elettorale

“Ci stiamo ancora coordinando a livello nazionale, noi stiamo preparando un programma che da qui a poco uscirà; i rifiuti sono sicuramente un’emergenza che necessita un’attenzione particolare cosi come la prostituzione e il racket che si arricchisce anche sfruttando le donne. Dai rifiuti ai trasporti a tutte le economie del male dove si insidia la perdita della conoscenza di noi stessi. Il programma si sviluppa su diversi fronti ma soprattutto con precedenza al reddito di Maternità. Ho ascoltato una miriade di qualunquismo lessicale recentemente dalle strade pulite, ai marciapiedi, evitare le discariche, io dentro questo qualunquismo lessicale non mi ci rivedo, si parla degli stessi concetti riproposti da anni, che non hanno mai avuto una risoluzione, non mi rivedo dentro gli stessi spot demagogici dove ci hanno abituato a sentire stop emergenza rifiuti, genitore uno genitore due, voglio prendere le distanze da questo qualunquismo lessicale”.

Riguardo l’amministrazione di Virginia Raggi, quali sono le sue considerazioni?

“Da donna mi chiedo come mai non si sia mai sensibilizzato un reddito di maternità con indicazione valoriale, fosse anche solo per andare a ripristinare il ruolo sociale della madre sullo status sociale di donna lavoratrice, come mai non c’è mai stato un focus specifico sul lavoro domestico che oggi è considerato di serie B, noi abbiamo fatto una proposta di legge di iniziativa popolare, ci siamo avvalsi dell’articolo 71 della costituzione, proponendo il reddito di maternità. Si tratta di un reddito di mille euro al mese ovviamente al netto delle ritenute fiscali e previdenziali. Mi chiedo come mai non siamo mai arrivati a un sostegno concreto di natura economica sul reddito delle famiglie. Abbasserebbe i numeri sull’aborto, darebbe sostegno anche alle giovani coppie che scelgono il matrimonio, soprattutto gli under 35 che si prendono l’impegno familiare che deve essere sostenuto anche da una stabilità patrimoniale. Ogni sostegno economico che favorisce un reddito, al di là del peso sui fondi pubblici si tramuta in consumo, poiché le famiglie destinano questo reddito a spesa del consumo, traducendolo in circolazione monetaria”.

La sua candidatura vede l’impegno ad affrontare delle tematiche sensibili legate alla famiglia ma anche in particolar modo al mondo femminile?

“Sì, da donna è mia intenzione combattere la piaga della prostituzione, facendo opposizione soprattutto al racket da cui nasce anche lo sfruttamento femminile. Invito tutti noi alla lezione di Don Oreste Benzi e alla comunità di San Giovanni XXIII, racket e prostituzione sono due piaghe che vanno di pari passo non vanno pensate come a sé stanti ma sono correlate poiché attraverso il racket la criminalità si arricchisce sfruttando queste donne riducendole in schiavitù. Un argomento importante sono inoltre le scuole ad esempio le addizionali comunali che dovrebbero essere alleggerite cancellandole su quei nuclei familiari con tre o più figli questo concederebbe un accesso più snello agli asili nido. Le madri per esigenze di lavoro sono costrette a mettere i figli in asilo da piccolissimi questo ha un costo e un peso sull’economia della famiglia”.

Piste ciclabili, è favorevole al lavoro fatto dall’attuale amministrazione all’implemento delle piste ciclabili in città?

“Ben venga ogni azione atta ad agevolare una città a dimensione della famiglia. Concordo pienamente nell’implementare e ristrutturare le piste ciclabile per rendere questa città eco vivibile, assolutamente sì”.

“Fabiola Cenciotti, il candidato sindaco” come mai preferisce la variante maschile?

“Il candidato è un sostantivo, lo definisco più un vezzo gender fluid, io sono un pilota ed un sostantivo ed è una declinazione che va bene sia al maschile che al femminile. Ma sono contestualmente un candidato anche esso un sostantivo che va bene sia come declinazione maschile che al femminile. Questa doppia morale veramente mi inquieta non vorrei che questo uso dei sostantivi fosse in realtà un forsennato tentativo di rispetto di chissà quale concetto del politicamente corretto, non amo definirmi sindaca o candidata capisco che ci sia la necessità di progredire verso la modifica di un linguaggio di genere ma la modifica del linguaggio non risolve il problema della parità. L’estensione semantica non risolve il problema delle differenze, mi chiedo ma il partito democratico candida una donna? Ci riempiamo di termini come quote rose (indubbiamente un dispositivo normativo utile) ma attenzione la parità di genere va tratta con la parità di condizione, sono per le donne ma non per i cliché.”

Aggressioni omofobe a Roma, da futura sindaca in che modo si pone nei confronti della legge Zan che permetterebbe la tutela da queste aggressioni mirate?

“Siamo ovviamente contro la violenza, vorrei che si uscisse da certi pregiudizi verso il popolo della famiglia non abbiamo mai detto di essere né razzisti né maschilisti, la prova è che ha un candidato donna. Non abbiamo mai asserito che ci sia un gruppo superiore ad un altro o inferiore, siamo tutti figli di Dio, e diciamo no alla violenza. Diversa è l’offensiva di queste colonizzazioni ideologiche, recentemente c’è stato un caso a Vancouver dove un padre si è rifiutato di assecondare la moglie nonché la mamma della loro figlia di somministrazione alla figlia una terapia ormonale che si opponesse allo sviluppo della sua pubertà, si è inoltre rifiutato di appellare la figlia con un nome maschile, sta rischiando dai 5 ai 6 anni di carcere attenzione a queste leggi liberticide vanno attenzionate con particolari dettagli, con particolari minuziosità. Questa legge Zan è eccessivamente liberticida, diciamo no alla violenza e vogliamo che si dia la possibilità di esprimersi, come in questo caso appena descritto dove un padre si oppone alla terapia ormonale della figlia ma assolutamente condanniamo la violenza. Noi abbiamo già delle leggi a tutela della discriminazione e delle offese, ci sono già delle piattaforme normative e legali, perché dobbiamo estenderle con il dl Zan.”

Quali sono le capacità e gli aspetti che legano bene la sua professione di pilota di aerei con il ruolo di sindaco

“Volevo solo fare una piccola chiosa, mi ha fatto sorridere leggere su un titolo di giornale “Mario Adinolfi nasconde il suo candidato”, sono 30 anni che faccio il mio lavoro i piloti per antonomasia ha una predisposizione psicologica alla pianificazione, lavoriamo su processi cognitivi e resilienza, non ho nessun desiderio di nascondermi o occultarmi non è nelle mie intenzioni, faccio questa precisazione perché era giusto che Adinolfi presidente facesse la presentazione per il resto mi rendo disponibile ad ogni sereno e civile dibattito.- continua- Una delle materie a cui facciamo riferimento è il Team work, la congiunzione di identità, di contributo, di valori, la capacità di prendere delle buone decisioni, no le migliori perché l’errore si può sempre presentare, ma le capacità di decidere a stretto giro, avendo competenze e capacità. Competenze di studio, quando si decide di impegnarsi in una professione questa necessita di uno studio ferrato. Poi ci sono le capacità come la rettitudine che ti consente di far interagire tutti i dati a tua disposizione questo ti porta a scegliere e a decidere in una manciata di secondi. Una forma mentis, una capacità di adattarsi e prendere decisioni grazie alla resilienza che è una capacità che ci appartiene, poi infine il buon senso di una madre di famiglia che da un valore aggiunto”. Conclude Fabiola Cenciotti.

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