Il commento di Lauretta Gianfelici (Pdf): «Uomo di tutto rispetto, ma che nei fatti il Pd ha favorito nel suo vero mestiere, ossia fare impresa»

Pubblicato il 07/07/2020 Autore/Fonte: Cronache Maceratesi Visite: 99
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Intanto Lauretta Gianfelici, candidata sindaca del Popolo della Famiglia, attacca: «Prosegue la corsa dell’amministrazione uscente ai grandi investimenti, dal mattone all’illuminazione: pronta quella artistica per Piazza della Libertà.Decisioni e risultati cascano dall’alto sulla città, a pioggia, spesso da Marte, con risultati che hanno prodotto un tonfo tale da rompere un grande vaso di Pandora, la nostra vergogna davanti a tutto il mondo. Il Pd maceratese e i suoi alleati hanno a cuore solo progetti e bandi per occupare spazi, invece dei luoghi che i cittadini oggi dovrebbero ri-vivere con regole nuove. Il sindaco uscente abdica da un regno, in cui i cittadini sono trattati come sudditi. Da tempo non è primo cittadino inter pares e non amministra con la responsabilità di essere modello per innescare un movimento di restituzione di stima sociale, di prestigio al comportamento onesto e altruistico, che diventi anche di mentalità e di costumi, di vita nuova e reale che parta dal basso. E’ sotto gli occhi di tutti la crisi della nostra città e della democrazia dei partiti.
Le evidenze sono crollate perfino nel buon senso dell’opposizione, imbavagliata in una grave forma pachidermica, nel limbo dell’impossibile, dentro un compromesso tra potere e lucro che regna sulla buona alleanza, anziché sbarrare tutti i mali ben annidati di una città in cui sembra non si possa sfuggire alla concezione perversa del ‘favore’, alla generale convinzione che una mano lava l’altra, con il risultato che poi tutte rimangono sporche.
L’impegno ad ascoltare i cittadini è declamato dalle varie liste del centrosinistra ma risulta vuoto. Ricorrere a strumenti come mutui e altre forme di accesso al credito, al project-financing e ai fondi nazionali ed europei per cementificare ancora, trascurando poi la situazione del Convitto, ad esempio, imporre una macchina amministrativa che non ricerca benessere cittadino, ma si genera dall’ambizione e dai sogni non farà rialzare Macerata».

Lauretta Gianfelici parla poi di «enormi rischi per la città per aver abbandonato i temi sicurezza e lavoro. La criminalità – sostiene – tenterà di conquistare maggiore terreno mettendo sotto una pressione più forte i nostri figli.
Le parole “servizi, sicurezza e legalità” di un Pd goliardico, senza umiltà, e un centrodestra che si appresta a mettere in campo un altro candidato, uomo di tutto rispetto, ma che nei fatti il Pd maceratese ha favorito nel suo vero mestiere, ossia fare impresa. Perfino la Sovrintendenza delle Belle Arti è stata favorevole alla trasformazione della Villa Storica di fine ‘800 ad altro uso. Pertanto Carancini e Monteverde non potevano che essere testimonial per l’inaugurazione dei locali promossi. Giova ricordare anche che nei fatti la città sembra diventata un circolo privato, che il danno rimane verso le priorità e la difesa della stessa democrazia. Il comizio di Ricotta nel primo sabato del mese, giorno dedicato a Maria padrona della città, ha citato finalmente anche gli attori invisibili, ma protagonisti, facendo riferimento “all’Ufficio Europa, Fondi Nazionali ed Europei” da potenziare. Eh sì! E’ con l’aiuto dei privati che mirano agli utili per sé e la propria azienda, non per il Bene Comune, che si può stare tranquilli di non abbandonare la vecchia strada per la nuova, definita incerta dal proverbio, ma magari quella che ci vorrebbe. Ormai neppure la marginalissima fiducia dei cittadini fa più riflettere: un’affluenza ferma al 39,26%, alle scorse amministrative».

(redazione CM)