Mario Adinolfi: Il pistolotto di Mirabella

21/02/2020 - Mario Adinolfi
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Scrissi settimane fa che il “pistolotto sul razzismo” delle plebi contro i cinesi sembrava essere l’unico tema che metteva insieme classe di governo e mass media: il frutto si è incarnato davanti ai nostri occhi con lo strepitoso spot con tanto di stemma della Repubblica interpretato da un Michele Mirabella in stato di grazia che va a mangiare al ristorante cinese e il conto lo paga Roberto Speranza, ministro della Salute in quota LeU. Cosa resta in testa dello spot politicamente corretto? Che è cosa buona e giusta andarsi a mangiare una bella zuppa di wanton perché, testuale, “non è affatto facile il contagio”. Sono riusciti a farsi guidare dalla strumentalizzazione politica anche nella gestione di una crisi pandemica come quella del coronavirus. L’unica cosa che interessava questo mondo fatto a misura di Roberto Speranza e Elly Schlein era far sentire delle merde quelli che istintivamente si ritraevano se un asiatico gli tossiva accanto e magari quello poveretto non era manco cinese ma vietnamita. Oggi però abbiamo scoperto che quella istintiva prudenza popolare, come al solito, aveva a che fare con la saggezza: il povero Speranza è costretto a mettere in quarantena tutti coloro che sono tornati dalla Cina (quindi migliaia di asiatici e ovviamente molti italiani) e a isolare tre Paesi della Lombardia. Perché, come insegnano i cinesi stessi che hanno con durezza imposto quarantena e isolamento forzoso a decine di milioni di loro connazionali o come hanno fatto i giapponesi con la Diamond Princess a Yokohama, se non fai così il coronavirus non lo batti. Ora a Roberto Speranza resta solo una cosa da fare: ritirare di corsa lo spot mieloso “antirazzista” con Mirabella che dice con le bacchette cinesi in mano che “non è affatto facile il contagio”. Perché ora che sei costretto a imporre a migliaia di persone e interi comuni quarantena e isolamento, il pistolotto politicamente corretto rischia di far incazzare di brutto le persone comuni. Che sono come al solito più sagge dei politici disgraziati che in questo tempo infame hanno avuto la ventura di governarle.