In politica con la forza dei valori. Il Popolo della Famiglia nel solco del Popolarismo Sturziano. Intervista a Mario Adinolfi

25/02/2020 - Faro di Roma (46 visite)

“Abbiamo un programma di governo alternativo e per questo chiediamo ai romani i voti per la Camera dei Deputati domenica 1 marzo”. Mario Adinolfi,
presidente nazionale del Popolo della Famiglia (PDF) e candidato alle Suppletive per la Camera al Collegio Roma 1, spiega così la decisione di candidarsi alle Suppletive contro la destra e la sinistra, correndo come espressione di un pensiero ispirato ai valori cristiani e cercando senza integralismi la collaborazione di chi li condivide.

Tra pochi giorni, il Collegio Roma 1 sarà chiamato al voto per le Suppletive della Camera. Perché questa candidatura?

Per offrire un’alternativa programmatica e cristianamente ispirata alla disastrosa politica che governa i nostri tempi, sia essa in salsa gialloverde o giallorossa, che dimentica i bisogni reali della persona e della famiglia, interessata solo a una perenne guerra tra bande che coltiva solo il bene della propria fazione confondendolo con il bene comune. Noi vediamo la politica da un’altra ottica, abbiamo un programma di governo alternativo e per questo chiediamo ai romani i voti per la Camera dei Deputati domenica 1 marzo.

Quali sono i punti principali del suo programma elettorale?

Il Reddito di Maternità per battere la peste bianca della denatalità che tra pochi anni sgretolerà le colonne del welfare del nostro paese, lasciando gli italiani senza pensioni e ospedali: costano oltre 400 miliardi di euro, costeranno di più perché la popolazione invecchia, chi li pagherà se non ci sono giovani che lavorano? Oltre al Reddito di Maternità, noi proponiamo la riforma fiscale del quoziente familiare, la libertà scolastica, l’innalzamento del sostegno a anziani e disabili, l’incentivo alla nascita di nuove famiglie e nuove imprese familiari, che sono il tessuto economico del Paese.

In questa campagna elettorale, per la prima volta il PDF è stato affiancato da associazioni e movimenti cristiani. Questa collaborazione è destinata a proseguire?

Certo, siamo dentro un percorso aggregativo e il Popolo della Famiglia proseguirà su questa strada spalancando porte e finestre per giungere finalmente ad una consistenza di consenso elettorale che dia peso e sostanza alle nostre proposte politiche.

Si parla spesso del ruolo dei cattolici in politica. Qual è la posizione del PDF? E come intendete realizzarla?

Il Popolo della Famiglia crede che, dopo un quarto di secolo, sia tempo di costituire un vero e grande soggetto politico autonomo di ispirazione cristiana che si rifaccia alla secolare lezione del popolarismo sturziano. Noi siamo gli eredi veri e sempre in campo di quella tradizione politica, che nasce in tempi ideologici come alternativa non ideologizzata all’apparente strapotere anche violento dei rossi e dei neri. Oggi è quanto più necessario costruire spazio per una simile alternativa, ovviamente tenendo presenti le caratteristiche della contemporaneità, non totalmente sovrapponibili a quelle degli Anni Venti del secolo scorso.

A fine marzo, il PDF si riunirà in congresso a Pomezia (Roma). Quali sono i punti principali che affronterete? Vi attendono nuove sfide?

Il nostro primo Congresso nazionale dovrà rispondere proprio al quesito: quale Popolo della Famiglia negli Anni Venti del ventunesimo secolo? Saranno gli iscritti a deciderlo e già sono numerosi i contributi preparatori al congresso pubblicati sul nostro quotidiano La Croce. Sarà un dibattito dunque serrato, senza omissioni. Verrà alla fine decisa una linea e sarà perseguita con logica militare, unitariamente “a testuggine” come ci piace dire. Perché solo con grande determinazione e seria unità di intenti, che non lascia spazio a frazionismi, sarà possibile completare quella traversata del deserto che sappiamo dal giorno della nostra fondazione nel 2016 di dover compiere e spero presto completare.

Sante Cavalleri

Fonte: Faro di Roma