L’incanto di Lucy, che fa ballare le folle

21/09/2020 - R. Lauri
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All’inizio di agosto di ogni anno, a Medjugorje, si svolge il Festival dei Giovani. Durante il meeting, vengono date delle testimonianze pubbliche, sono racconti di vite cambiate, storie di miracoli del cuore, storie di conversioni, storie non comuni. Durante l’ultimo Festival, una testimonianza ha riempito il cuore di molte persone, la storia di Lucy. Una testimonianza che ha fatto scendere molte lacrime di commozione, una storia di sofferenze, ma anche di gioie e di Fede. Ho rintracciato Anna Benedetti e Gianluca Anselmi, i genitori di Lucy e di Stella, ne è nata questa intervista.

- Anna e Gianluca, ho letto il vostro libro “Il mondo di Lucy. Un futuro di speranza.” e sono rimasto colpito dalla storia che raccontate. È la storia della vostra bambina, ma è anche la vostra storia. In particolare mi ha commosso la dedica che fate a vostra figlia:“A Lucy, ricorda che ti abbiamo amata immensamente e ti ameremo sempre.

Mamma e Papà” una vera dichiarazione d’amore, di quelle che raramente si leggono. Raccontateci della vostra storia e di quella di Lucy.

Anna: La comune passione per la musica ci ha fatto incontrare. Facevamo parte di una band, mio marito suonava la chitarra e io ero la voce solista. C’era simpatia tra noi, con il passare del tempo, siamo diventati sempre più amici. Ci siamo ritrovati, successivamente, a insegnare nella stessa scuola di musica e abbiamo iniziato a comporre delle canzoni insieme. La nostra amicizia si è trasformata, un po’ alla volta, in amore. La decisione di sposarci è stata la naturale conseguenza.

- Ho letto, nel vostro libro, che Lucy è nata 10 anni dopo il vostro matrimonio.

Gianluca: Eravamo molto impegnati, avevamo molti progetti musicali, lavoravamo tanto e viaggiavamo molto. Forse dieci anni non sono pochi, ma ci hanno permesso di vivere tante esperienze diverse. Il tempo e le esperienze vissute ci hanno preparato a quello che sarebbe poi accaduto, perché potessimo essere più forti. Sì, Lucy è nata 10 anni dopo il nostro matrimonio.

- Dai filmati che ho visionato, Lucy è veramente una bambina vivace, piena di un’energia che non riesce a trattenere. Sempre sorridente e allegra. Lucy viene da Lucia, un nome non comune oggigiorno. Un nome, però che le si addice, sembra che irradi una luce gioiosa.


Gianluca: Eravamo talmente sicuri che era una bambina, che abbiamo pensato solo a nomi femminili. La nostra scelta è caduta su Lucia, un nome che piaceva a tutti e due. Il giorno della prima ecografia, quando abbiamo scoperto che era proprio una femmina, vedendola sul monitor, ci è venuto spontaneo dire insieme:“È Lucy!” Da quel momento, l’abbiamo sempre chiamata Lucy, anche se è registrata con il nome di Lucia. Un nome che amiamo, perché significa luminosa, lucente, proprio come lei. Lucy è come un raggio di sole, scalda il cuore con la sua grande sensibilità e dolcezza. Ha sempre gesti spontanei di amore, quando vede una persona sola o triste. Certo è una bambina come tante altre, con i suoi momenti, quando si arrabbia o quando fa i dispetti. Ma ha in certe situazioni, degli atteggiamenti, delle delicatezze, che ti sciolgono il cuore. Per esempio, quando io ed Anna discutiamo, lei si avvicina a noi, ci prende le mani unendole e ci chiede un abbraccio “Tutti insieme”. Questo suo modo di fare, questa sua dolce tenerezza, ti fa dimenticare il motivo del litigio o della discussione, così io ed Anna torniamo nella pace. Questo suo modo di fare è incredibilmente efficace.

Anna: Lucy è una bambina speciale, potrei raccontare molte storie del suo modo di confortare le persone tristi. Ad esempio, quando andiamo per le cure periodiche negli ospedali, ha sempre gesti di tenerezza e grandi sorrisi per le persone ammalate, come se volesse, con quei suoi semplici gesti, alleviare le loro sofferenze. Una volta, fuori dalla scuola, trovammo un bambino che piangeva disperato, non voleva entrare in classe, forse aveva paura. Lucy si sedette accanto a lui in silenzio, le mise la mano sulla spalla e rimase immobile, fin quando il bimbo tornò tranquillo, poi entrarono in classe mano nella mano.

- Mi sembra veramente di vederla quella scena! Lucy porta molta tenerezza nei vostri cuori, però ci sono stati momenti duri che avete dovuto affrontare. Ad esempio, quando avete scoperto della sua malattia.

Anna: Ricordo bene quel giorno! Era il 4 marzo 2008, ero al quinto mese di gravidanza e dovevo fare l’ecografia morfologica. La dottoressa, che ci aveva appena detto che era una femminuccia, rimase improvvisamente in silenzio. Un silenzio assoluto, non parlava più, ma continua a muovere la sonda sulla pancia. Il suo sguardo mi fece capire che c’è qualcosa che non andava. Poi mi disse:“ Non vedo il cervelletto ... Potrebbe essere la sindrome di Dandy Walker“. Strinsi le mani di Gianluca, eravamo atterriti, non sapevamo cosa pensare. Quegli strani nomi, che pronuncia la dottoressa, ci erano sconosciuti, dal suo viso, però si capiva che è qualcosa di molto serio. I controlli successivi confermarono che la malattia di Lucy era la sindrome di Dandy Walker, una malattia grave che avrebbe compromesso le capacità cognitive della bambina. Nell’occasione della prima ecografia, la dottoressa ci informo che esisteva la possibilità di abortire. La legge 194 permette di abortire entro la fine del quinto mese, in caso di malformazione del nascituro, noi eravamo al limite del tempo. - Una decisione gravosa da prendere! Come avete reagito, come avete vissuto quel periodo.

Anna: Far cessare una vita, abortire! ... C’era confusione nella mia mente,le paure erano tante. Avevo paura di affrontare le difficoltà, pensai subito alla nostra vita cambiata, alle difficoltà quotidiane. I nostri progetti, i nostri sogni, la nostra carriera, la musica. Avremmo perso tutto. Immaginavo tutto e ne avevo paura: ospedali, operazioni chirurgiche, centri di riabilitazione. Tutto questo mi passava nella mente e ne avevo paura. C’era anche la paura di far nascere una bambina che avrebbe sofferto per tutta la vita. Gianluca: Io ero molto preoccupato per Anna. Avevo timore che non avesse la forza per affrontare le difficoltà che immaginavamo. Non sapevo cosa fare, dovevo proteggere Anna o la vita nascente di Lucy? Non riuscivo a prendere una decisione.

Anna: Non sapevo cosa fare, mi sono buttata nella preghiera. Ho pregato molto. Un giorno, poi all’improvviso, ho visto una luce. Era accecante e una frase mi è comparsa davanti: “Luce ... Invadi!” Un senso di calore e poi un’altra frase:”Il Mondo di Lucy, un futuro di speranza”. In quel preciso momento, ho sentito Lucy che gridava dentro di me. Lucy emanava un’energia forte, dirompente, sembrava gridasse che ce l’avremmo fatta. Insieme, ce l’avremmo fatta! Ora che avevo una speranza, ho risposto: “Sì, ce la facciamo!” Appena ho urlato quel sì, ho sentito il coraggio e una forza in me, che prima non avevo. Dovevo mettere da parte me stessa, i miei progetti, le mie paure. Dovevo solo amare quella piccola creatura speciale. Lucy sarebbe stata la nostra salvezza, ci avrebbe guidati, passo dopo passo; ci avrebbe insegnato a vedere attraverso i suoi occhi. Non solo, mi appariva chiaro, che con la nostra musica e le nostre vite, le nostre esperienze, dovevamo raccontare il mondo nuovo, quello che Lucy ci avrebbe mostrato. Era chiara la nostra missione.

Gianluca: Ero stupito, confuso, ma il sorriso e le lacrime di gioia di Anna, mi hanno dato quella serenità che mi mancava. Ho detto il mio si. Cosi è iniziata la nostra avventura, il nostro viaggio, è iniziato “il Mondo di Lucy”.

Ho visto il video che è stato girato al Festival dei Giovani a Medjugorje, bellissimo e commovente. Come è nato e come si e sviluppato il progetto “Il Mondo di Lucy”?

Anna: Dopo il nostro sì a Lucy, abbiamo voluto condividere la nostra esperienza, volevamo dare il coraggio ad altre coppie che si trovavano nella nostra situazione. Abbiamo, per prima cosa, fatto un sito internet, non un sito scientifico, freddo, abbiamo voluto fare un sito che fosse un luogo di incontro, un luogo di speranza. Ci hanno scritto da tutto il mondo, dall’India, da Israele, da molti paesi, è stato un inaspettato successo. Abbiamo più di 40.000 accessi all’anno. In molti ci lasciano messaggi, non solo gli adulti, ma anche tanti bambini, che spesso, ci mandano i loro disegni. Molte persone hanno partecipato a catene di preghiera, per sostenere altri bimbi malati. Abbiamo scoperto, poi che Lucy aveva anche la sindrome di Down.

Sull’associazione delle due malattie, non esisteva alcuna documentazione medica. Si conosceva un unico caso al mondo, in Israele, di un bambino nato morto. Ma noi non avevamo più paura. Così quando arrivò la diagnosi della seconda malformazione, la sindrome di Down, non avevamo più paura, perché non eravamo più soli. C’erano molti amici a sostenerci. Un giorno, il gruppo musicale “Gen Verde”, ci chiese di inserire, nel loro concerto, due minuti della storia di Lucy, tratta dal diario che avevamo messo sul nostro sito. Durante un’esibizione a Fatima, successe una cosa incredibile: una madre in attesa di un figlio, con gravi malformazioni, decise di non abortire più. Aveva ascoltato quei due brevissimi minuti della nostra storia. Abbiamo deciso di portare la nostra testimonianza in prima persona. Raccogliemmo le tante canzoni nelle quali c’erano tutte le nostre emozioni, i nostri sentimenti, la nostra speranza, il nostro amore incondizionato. Abbiamo raccolto, in un unico video, le fotografie e i filmati che avevamo fatto. È nato, in questo modo, il video-concerto “Il Mondo di Lucy”. Tutto ciò che viene narrato è vita reale, “La bimba-cometa” , “la polvere di stelle” è storia vera è tutto vero!

Avete già fatto più di 150 video-concerti, sia in Italia, sia all’estero. Ho letto, sul vostro sito, che lo spettacolo è stato visto da quasi 50.000 spettatori. Veramente tanti, sono sicuro che tutti si sono commossi ed hanno applaudito sia voi che Lucy. La bambina come vive i concerti? Dal video sembra felice e divertita.

Anna: Per lei è sempre una grande avventura, sempre felice di partire, non vede l’ora di salire sul camper. Quando era più piccola, stava seduta tra il pubblico, spesso si addormentava. Quando sentiva la canzone finale, si svegliava e correva per salire sul palco, sorrideva ed abbracciava tutti. La vita di ogni giorno è difficile, ma abbiamo avuto la forza di dire il nostro si. Io credo che il coraggio, la forza, siano stati e siano un dono che ci viene donato ogni giorno. Nasce dalla preghiera, dall’ascolto, dall’abbandono, dalla fiducia. Abbiamo avuto la volontà, la forza di continuare a camminare, rialzarci ogni volta dalle cadute, grazie a Dio e a chi ci sta a fianco ogni giorno. Siamo ancora in cammino. Siamo persone normali, come tante, con i nostri difetti e i nostri limiti, abbiamo accettato una sfida, che ci ha reso più forti e consapevoli. L’arrivo di Stella, la nostra seconda figlia, ci ha trovato preparati, non avevamo più paura, eravamo sereni, eravamo pronti, la storia di Lucy ci aveva formato. Gianluca: Noi vogliamo portare speranza a tutte quelle persone che non ne hanno più. È questo il significato del video concerto, parliamo alla gente di speranza. Nel modo che sappiamo fare noi, con la musica. Ma siamo pronti anche ad altro. Chissà in quale strada ci condurrà questa avventura, iniziata cinque anni fa. Non mi dispiacerebbe se Lucy imparasse a suonare qualche strumento o magari ballasse. Io suono la chitarra, Anna canta, e Lucy, non so, potrebbe suonare il basso o un altro strumento, un sogno! Sarebbe un bel trio, anzi quartetto, perché c’é anche Stella. Il video-concerto si chiude con una canzone dal titolo “Abbiamo così tanto”. Perché è vero! Abbiamo davvero tanto e delle volte non lo vediamo. Dobbiamo solo saper guardare intorno a noi.

Grazie Anna, grazie Gianluca, per la vostra testimonianza. Con la vostra storia, date a molte persone la speranza e il coraggio. Quel coraggio, che a volte manca, quello di dire si alla vita. Volevo chiedervi un’ultima cosa, chi vuole contattarvi, come può farlo? Magari per una parola, oppure per partecipare ai vostri spettacoli.

- Anna: La cosa più semplice è tramite il nostro sito www.ilmondodilucy.com, dove ci sono tutti i nostri contatti. Se poi, qualcuno ci da il supporto per organizzare un video-spettacolo nella sua città, è il ben- venuto. Tramite il sito si possono ordinare anche il libro e il CD delle canzoni.

Grazie ancora, grazie a voi ma soprattutto grazie a Lucy.

Fonte: La Croce Quotidiano - Ottobre 2015