L’inizio dei messaggi di Maria a Medjugorie

Pubblicato il 26/06/2020 Autore/Fonte: R. Signori Visite: 358
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Il 25 Giugno del 1981 a Madjugorie hanno inizio i messaggi della Vergine Maria. Prima del 24 giugno 1981 Medjugorje (che in croato significa “tra i monti” e si pronuncia Megiugorie) è solo un minuscolo villaggio di contadini sperduto in un angolo aspro e desolato dell’ex Jugoslavia. A partire da quella data tutto è cambiato e quel paesino è diventato uno dei centri di religiosità popolare più importanti della Cristianità.

È il tardo pomeriggio di mercoledì 24 giugno 1981, festa di San Giovanni Battista, quando sei ragazzini tra i 12 e i 20 anni si trovano a passeggiare sul monte Crnica (oggi chiamato la Collina delle Apparizioni) e in una zona sassosa detta Podbrdo vedono apparire in aria la figura evanescente di una giovane donna bellissima e luminosa con un bambino tra le braccia. I sei giovani sono Ivanka Ivankovic (15 anni), Mirjana Dragicevic (16 anni), Vicka Ivankovic (16 anni), Ivan Dragicevic (16 anni), 4 dei 6 attuali veggenti, più Ivan Ivankovic (20 anni) e Milka Pavlovic (12 anni). Capiscono subito che si tratta della Madonna, anche se l’apparizione non parla e fa loro solamente il cenno di avvicinarsi, ma sono molto impauriti e scappano via. A casa raccontano l’accaduto ma gli adulti, spaventati dalle possibili conseguenze (non dimentichiamo che la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia era ufficalmente atea) intimano loro di stare zitti.

La notizia però è così clamorosa che si diffonde velocemente nel villaggio e il giorno seguente, il 25 giugno ’81, un gruppo di curiosi si raccoglie nello stesso posto e alla stessa ora nella speranza di una nuova apparizione, che non tarda ad arrivare. Tra di loro ci sono i ragazzi della sera prima tranne Ivan Ivankovic  e Milka, che non vedranno più la Madonna nonostante partecipino alle successive Apparizioni. Sono invece Marija Pavlovic (16 anni), sorella maggiore di Milka, e il piccolo Jakov Colo di 10 anni a vedere con gli altri 4 la “Gospa”, la Madonna, che stavolta appare su una nuvola e senza bambino, sempre bellissima e luminosa. Il gruppo dei sei veggenti prescelti dalla Beata Vergine è così stabilmente formato, ed è per questo che l’anniversario delle Apparizioni viene celebrato il 25 giugno di ogni anno, come espressamente deciso dalla Vergine stessa. Questa volta, al cenno della Gospa tutti i 6 giovani veggenti corrono veloci tra sassi, rovi e sterpaglie verso la cima del monte. Nonostante il sentiero non fosse segnato non si fanno neanche un graffio e diranno poi al resto dei partecipanti che si erano sentiti “trasportare” da una forza misteriosa.

La Madonna appare sorridente, vestita con abito lucente di colore grigio-argento, con un velo bianco che le ricopre i capelli neri; ha amorevoli occhi azzurri ed è incoronata da 12 stelle. La sua voce è dolce “come musica”. Scambia alcune parole coi ragazzi, prega con loro e promette di tornare.

Venerdì 26 giugno 1981 si radunano più di 1000 persone, attirate da un bagliore luminoso. Vicka, su suggerimento di alcuni anziani, getta sull’apparizione una bottiglietta di acqua benedetta per verificare se la figura sia un’entità celeste o demoniaca. “Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vai via!” esclama con forza. La Madonna sorride e alla domanda diretta di Mirjana, “Come ti chiami?”, per la prima volta dice “io sono la Beata Vergine Maria”. Ripete più volte la parola “Pace” e, finita l’apparizione, mentre i veggenti lasciano al collina appare di nuovo solamente a Marija, stavolta piangendo e con la Croce alle sue spalle. Le sue parole sono tristemente premonitrici: “Il mondo può essere salvato soltanto tramite la Pace, ma tutto il mondo avrà pace soltanto se troverà Dio. Dio c’è, ditelo a tutti. Riconciliatevi tra voi, fatevi fratelli…”. Dieci anni dopo, il 26 giugno 1991, scoppia la Guerra dei Balcani, una guerra feroce e disumana proprio nel cuore dell’Europa che ridisegna completamente la Jugoslavia.

Sabato 27 giugno 81 i giovani vengono convocati nell’ufficio della polizia e subiscono un primo lungo interrogatorio che comprende anche degli esami medico-psichiatrici, al termine di quali vengono dichiarati perfettamente sani di mente. Una volta liberati, corrono alla collina per non mancare la quarta Apparizione. La Madonna risponde a varie domande sul ruolo dei sacerdoti (“Devono essere fermi nella Fede e aiutarvi, devono proteggere la Fede del popolo”) e sulla necessità di credere anche senza aver visto le apparizioni.

Domenica 28 giugno 1981 una gran folla di persone provenienti da tutte le zone limitrofe inizia a radunarsi fin dalle prime ore, tanto che a mezzogiorno ci sono più di 15.000 persone in attesa dell’Apparizione: un imponente raduno spontaneo che non ha precedenti in una paese a guida comunista. La Beata Vergina appare felice, prega con i veggenti e risponde alle loro domande. Domenica è anche il giorno in cui il parroco di Medjugorje, padre Jozo Zovko, rientrato da un viaggio e sbalordito da ciò che gli viene raccontato, interroga i veggenti per valutare la loro buona fede. Inizialmente è scettico e teme che sia una montatura del regime comunista per screditare la Chiesa, ma le parole dei giovani, così spontanee e senza contraddizioni, lentamente vincono le sue riserve anche se sul momento decide di usare prudenza e non appoggiare ciecamente i sei ragazzi.

Lunedì 29 giugno 1981 è la festa dei Santi Pietro e Paolo, molto sentita dalla popolazione croata. I sei giovani veggenti vengono prelevati nuovamente dalla polizia e portati nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Mostar, dove ben 12 medici li aspettano per sottoporli ad un altro esame psichiatrico. Le autorità sperano che venga stabilita la loro infermità mentale ma la dottoressa che guida questa equipe medica, tra l’altro di fede musulmana, dichiara che non sono i ragazzi ad essere pazzi ma piuttosto chi li ha condotti lì. Nella sua relazione alla polizia segreta scrive di essere rimasta particolarmente colpita dal piccolo Jacov e dal suo coraggio: più veniva accusato di raccontare falsità e più lui si dimostrava fermo e incrollabile nelle sue affermazioni, senza tradire alcuna paura ma anzi manifestando una fiducia incrollabile nella Madonna, per la quale è disposto a dare la vita. “Se c’è una manipolazione in quei ragazzi, io non ho potuto smascherarla”. Quella sera, durante l’Apparizione, tra la folla si trova anche un bambino di 3 anni, Danijel Šetka, gravemente malato di setticemia, ormai incapace di parlare e camminare.

I genitori, disperati, chiedono l’intercessione della Madonna per guarire il piccolo e Lei acconsente ma chiede che l’intera comunità e in particolare i due genitori preghino, digiunino e vivano una Fede autentica. Le condizioni di Danijel migliorano progressivamente e per la fine dell’estate il bambino è in grado di camminare e parlare. Questa è la prima di una lunga serie di guarigioni miracolose che ad oggi sono diverse centinaia. Martedì 30 giugno i sei giovani veggenti non si presentano alla solita ora ai piedi della collina. Cosa è successo? Nel pomeriggio due ragazze mandate dal governo di Sarajevo (preoccupato dall’affluenza di gente che i fatti di Medjugorje stanno richiamando e convinti che si tratti di una montatura clericale e nazionalista dei croati) propongono ai veggenti di fare un giro in auto nei dintorni, con l’intento segreto di trattenerli lontano del luogo delle Apparizioni. Provati da tutte le vicissitudini e ignari del complotto, i giovani veggenti accettano questa occasione di svago, tranne Ivan che resta a casa. Alla “solita ora” sono ancora in giro, ben lontani dal Podbrdo, ma sentono come un’urgenza interiore, fanno fermare l’auto e scendono.

Una luce si vede all’orizzonte e la Madonna appare lì, su una nuvola, va loro incontro e prega con loro. Rientrati in paese si recano in canonica dove padre Jozo li interroga nuovamente. Sono presenti anche le due ragazze “cospiratrici”, sconvolte dall’aver visto quei fenomeni luminosi in cielo. Non lavoreranno più con le forze dell’ordine. Da quel giorno la polizia vieta l’accesso dei ragazzi e della folla al Podbrdo, il luogo delle apparizioni. Ma questo divieto terreno non ferma i fenomeni divini e la Vergine continua a comparire in luoghi diversi. Il 1° luglio 1981 è un giorno convulso: i genitori dei veggenti sono convocati negli uffici della polizia e subiscono minacce per i loro figli definiti “impostori, visionari, sobillatori e ribelli”. Nel pomeriggio due incaricati del comuni si presentano con un furgone a casa di Vicka e fanno salire lei, Ivanka e Marija col pretesto di accompagnarle in canonica, ma mentono e arrivati alla chiesa proseguono il tragitto. Le ragazze protestano e battono i pugni contro i finestrini ma all’improvviso si estraneano e hanno una fugace apparizione in cui la Madonna le incoraggia a non avere paura. I due funzionari comunali si rendono conto che è successo qualcosa di strano e riportano le tre ragazze in canonica.

Quel giorno Jacov, Mirjana e Ivan hanno l’apparizione in casa. Questo è il breve racconto delle prime apparizioni di Medjugorje, che continuano tuttora. Nel 2010 Papa Benedetto XVI ha istituito una commissione su Medjugorje presieduta dal cardinale Camillo Ruini e composta da vescovi, cardinali, teologi, esperti in mariologia, antropologi e psicologi. I lavori della commissione sono terminati il 17 gennaio 2014 con un parere favorevole sul riconoscimento della soprannaturalità delle prime apparizioni, avvenute tra il 24 giugno e il 3 luglio 1981.

Fra il 1984 e il 1985 la Madonna avrebbe rivelato ai veggenti dieci segreti che, similmente a quelli di Fátima, conterebbero rivelazioni su avvenimenti futuri. Il 25 giugno 1985 la veggente Mirjana ha affermato di aver ricevuto dalla Madonna una pergamena contenente i dieci segreti. Questa pergamena, a detta della veggente, sarebbe fatta di uno speciale materiale sulla quale ognuno legge una cosa diversa, a eccezione di tre veggenti che vi leggono i segreti. Finora la pergamena è stata vista solo da alcuni parenti di Mirjana. I dieci segreti, sempre secondo quanto affermato dai veggenti, saranno resi noti al mondo intero tre giorni prima che accadano dal francescano padre Petar Ljubi?i? che sarà informato dieci giorni prima dalla stessa Mirjana. Uno dei segreti sarà un segno permanente e visibile sulla collina delle apparizioni. A partire dal 1º marzo 1984 i veggenti hanno iniziato a diffondere messaggi per l’umanità da parte della Vergine Maria. Infatti in quella data la Madonna apparve alla veggente Marja affidando a lei e alla parrocchia di Me?ugorje questo compito. Inizialmente i messaggi venivano rivelati ogni giovedì, poi a partire dal 1987 ogni 25 del mese. Un messaggio viene affidato anche alla veggente Mirjana a cui la Madonna appare il secondo giorno di ogni mese. Secondo i veggenti nelle presunte apparizioni i fedeli sarebbero invitati alla conversione, alla preghiera e alla pace. Il messaggio principale è la pace (nel suo si gnificato più ampio: con Dio, con gli uomini e anche interiore) e i veggenti affermano che la Madonna avrebbe indicato loro che si può raggiungere attraverso cinque strumenti (“le cinque pietre” paragonate ai ciottoli scelti da Davide, armato solo di fionda e bastone, per abbattere Golia:: la preghiera umile e con il cuore, in particolare il Rosario quotidiano. il digiuno nei giorni di mercoledì e di venerdì per le persone che possono farlo; per le persone malate, anziane o che per motivi di salute non possono farlo, questi offrano un qualcosa alla Madonna in quei giorni. la lettura quotidiana della Bibbia. la Confessione, almeno una volta al mese. l’Eucaristia, preferibilmente tutti i giorni.

Secondo i messaggi diffusi dai veggenti, se rispettati i cinque precetti appena indicati la Madonna avrebbe promesso la sua intercessione favorendo anche la conversione personale. Secondo loro è preferibile pure dedicare un posto della casa, una sorta di altarino, alla Madonna. L’unica posizione ufficiale della Chiesa rimane la dichiarazione di Zara del 1991. Ancora nel 2007 il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone afferma va: “Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara del 1991, che lascia la porta aperta a future indagini.

Il 17 marzo 2010 la Santa Sede ha istituito, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, una speciale commissione internazionale di inchiesta e di studio sulle apparizioni della Madonna di Me?ugorje, presieduta dal cardinale Camillo Ruini e composta da una ventina di membri tra cardinali, vescovi, periti ed esperti. Questa commissione ha lavorato in maniera riservata e ha sottoposto nel febbraio 2014 le sue conclusioni alla Congregazione stessa, competente ora ad adottare le decisioni del caso. Questa relazione, secretata per anni, è stata resa nota il 15 maggio 2017 da Papa Francesco rispondendo alla domanda di un giornalista. Diversi quotidiani l’hanno poi ripresa e pubblicata in forma integrale nei giorni successivi: le prime sette apparizioni, avvenute fra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, sono state giudicate probabilmente autentiche. Invece sugli sviluppi del fenomeno dopo il 1981 la Commissione Ruini si è espressa in maniera fortemente critica esprimendo dubbi sulla reale origine sovrannaturale delle apparizioni dopo il 3 luglio 1981, sui messaggi della Vergine rilasciati dopo quella data e sui segreti. La relazione Ruini non è comunque il giudizio definitivo della Chiesa sul fenomeno che resta competenza esclusiva del Pontefice. Papa Francesco ha giudicato in modo positivo il lavoro svolto dalla commissione e l’11 febbraio 2017 ha delegato l’arcivescovo polacco Henryk Hoser di effettuare ulteriori indagini sulla situazione pastoral Papa Giovanni Paolo II disse sulle apparizioni di Medjugorie durante un colloquio privato icon Mirjana Soldo: “Se non fossi il Papa, sarei già a Medjugorje a confessare”.

Monsignor Maurillo Krieger, ex vescovo di Florianopolis (Brasile) è stato a Medjugorje quattro volte, la prima nel 1986. Egli scrive: “Nel 1988 insieme a otto altri vescovi e trentatré sacerdoti sono stato in Vaticano per gli esercizi spirituali. Il Papa sapeva che dopo gli esercizi molti di noi si sarebbero recati a Medjugorje. Prima che lasciassimo Roma, dopo una Santa Messa privata con il Papa, egli ci disse, sebbene nessuno glielo avesse chiesto: “Pregate per me a Medjugorje.” In un’altra occasione dissi al Papa: “Vado a Medjugorje per la quarta volta.” Il Papa meditò per un po’ e poi disse: “Medjugorje, Medjugorje. È il centro spirituale del mondo.” Lo stesso giorno parlai con altri vescovi brasiliani e con il Papa durante il pranzo e gli dissi: “Santità, posso dire ai veggenti di Medjugorje che Lei invia loro la Sua benedizione?” Ed egli rispose: “Sì, sì” e mi abbracciò. Ad un gruppo di medici che si occupano soprattutto della tutela delle vite non nate l’1 agosto 1989 il Papa disse: “Sì, oggi il mondo ha perso il significato del soprannaturale. A Medjugorje molti hanno cercato e trovato questo senso nella preghiera, nel digiuno e nella confessione.” Il settimanale cattolico coreano “Notizie cattoliche” l’11 novembre 1990 ha pubblicato un articolo scritto dal Presidente della Conferenza Episcopale Coreana, Monsignor Angelo Kim: “Al termine dell’ultimo sinodo dei vescovi a Roma, i vescovi coreani furono invitati a colazione dal Papa. In quella occasione Monsignor Kim si rivolse al Papa con le seguenti parole: “Grazie a Lei la Polonia si è liberata del comunismo.” Il Papa replicò dicendo: “Non sono stato io. È opera della Vergine Maria, come Ella aveva annunciato a Fatima ed a Medjugorje”. L’arcivescovo Kwanyj poi disse: “In Corea, nella città di Nadje, c’è una Vergine che piange.” Ed il Papa: “...Ci sono dei vescovi, come quelli in Jugoslavia, che sono contrari... ma bisogna anche guardare alla moltitudine di persone che sono sicure di questo, alle numerose conversioni... tutto ciò è conforme al Vangelo; tutti questi fatti devono essere seriamente esaminati.” La sopra citata rivista riporta quanto segue: “Questa non è una decisione della Chiesa. Questa è un’indicazione in nome del nostro comune Padre. Senza esagerare, non bisogna trascurare tutto ciò...” (Dalla rivista “L’homme nouveau”, 3 febbraio 1991). L’arcivescovo Kwangju gli disse: “In Corea, nella città di Nadje, la Vergine piange.... Il Papa gli rispose: “Ci sono dei vescovi, come in Jugoslavia, che sono contrari..., ma bisogna guardare il numero delle persone che rispondono all’appello, le numerose conversioni... Tutto questo è nei piani del Vangelo, tutti questi eventi devono essere esaminati seriamente.” (L’Homme Nouveau, 3 febbraio 1991).

Papa Wojtyla ha detto a Fra Jozo Zovko il 20 luglio 1992: “Occupatevi di Medjugorje, proteggete Medjugorje, non vi stancate, tenete duro. Coraggio, io sono con voi. Difendete, seguite Medjugorje.” L’arcivescovo del Paraguay Monsignor Felipe Santiago Benetez nel novembre 1994 ha chiesto al Santo Padre se era giusto accettare che i credenti si raccogliessero nello spirito di Medjugorje e soprattutto con un sacerdote di Medjugorje. Il Santo Padre gli ha risposto: “Approva tutto quello che riguarda Medjugorje.”

Durante la parte non ufficiale dell’incontro tra Papa Giovanni Paolo II ed una delegazione religiosa e statale croata, tenutosi a Roma il 7 aprile 1995, il Santo Padre tra le altre cose ha detto che c’è la possibilità di una sua visita in Croazia. Ha parlato della possibilità di una sua visita a Spalato, al santuario mariano di Marija Bistrica e a Medjugorje (Slobodna Dalmacija, 8 aprile 1995, pagina 3). Secondo la testimonianza dei veggenti il 13 maggio 1982, in seguito all’attentato al Papa, la Vergine ha detto: “I suoi nemici hanno cercato di ucciderlo, ma io l’ho difeso.” Per mezzo dei veggenti, la Madonna invia un Suo messaggio al Papa il 26 settembre 1982: “Possa egli considerarsi il padre di tutti gli uomini, e non solo dei cristiani; possa egli annunciare instancabilmente e coraggiosamente il messaggio di pace ed amore tra gli uomini.”Tramite Jelena Vasilj, che ebbe una visione interiore, il 16 settembre 1982 la Vergine parlò del Papa: “Dio gli ha dato il potere di sconfiggere satana!” E Papa Francesco? Ecco come rispose alla seguente domanda di una giornalista.

A Fatima abbiamo visto una grande testimonianza di fede popolare, la stessa che si riscontra anche a Medjugorje. Che cosa pensa di quelle apparizioni e del fervore religioso che hanno suscitato, visto che ha deciso di nominare un vescovo delegato per gli aspetti pastorali?

«Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario. Per Medjugorje Benedetto XVI ha istituito una commissione presieduta dal cardinale Ruini. Io ho ricevuto il risultato, era composta di bravi teologi, vescovi e cardinali. La relazione della commissione è molto, molto buona.C’erano alcuni dubbi nella Congregazione per la dottrina della fede e il dicastero ha giudicato opportuno inviare a ognuno dei membri della Feria IV – la riunione mensile della Congregazione - tutta la documentazione, anche i pareri contrari alla relazione Ruini. Io ho ricevuto la notificazione un sabato, in tarda serata. Non mi è sembrato giusto: era come mettere “all’asta” la relazione Ruini, che è molto ben fatta. Domenica mattina il Prefetto della dottrina della fede ha ricevuto una lettera nella quale gli chiedo che invece di inviare alla Feria IV quelle opinioni contrarie, le inviino a me personalmente. Questi pareri sono stati studiati tutti – sottolineo tutti. La relazione Ruini afferma che si devono distinguere le prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi e dice che si deve continuare a investigare quelle.

Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione presenta i suoi dubbi. Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore: questo lo dico come opinione personale. C’è chi pensa che la Madonna dica: venite, quel tal giorno alla tal ora darò un messaggio a quel veggente. Poi, terzo punto, c’è il fatto spirituale e pastorale, il nocciolo della relazione: gente che si converte, che incontra Dio, che cambia vita. E questo non grazie a una bacchetta magica.

Questo fatto non si può negare. Adesso per vedere questo, ho nominato un vescovo bravo (monsignor Hoser, ndr) che ha esperienza per occuparsi della parte pastorale. Alla fine si dirà qualche parola».

Fonte: La Croce Quotidiano - 25 giugno 2020