Le cinque cose da capire sulla crisi del Corona Virus

27/02/2020 - Mario Adinolfi (343 visite)

Ci siamo quasi abituati, qui in Italia ci si abitua rapidamente a tutto. Conviviamo tranquillamente con il coronavirus e lo esorcizziamo con barzellette di varia natura, con i meme, con l'umorismo più o meno raffazzonato che scorre a fiumi sulla rete. Ma cinque cose intorno a questa vicenda sono ormai chiare e sarà bene fissarle, tenerle a mente, con il tempo gestirle.

1. Questo particolare coronavirus giunto da Wuhan con modalità non ancora chiarite è paragonabile alla normale influenza per modalità di contagio e per numero di decessi. La malattia, insomma, non è grave. L'epidemia invece può esserlo. Questo spiega l'oscillazione del governo e dei media dai toni catastrofici e allarmisti a quelli del "sopire e troncare".

2. L'epidemia può diventare grave, pur non essendo la malattia grave in sé, perché essendo un virus nuovo siamo tutti esposti alla possibilità di rimanerne infettati. Quando ho visto la progressione nei numeri dei contagiati tra giovedì 20 e sabato 22 febbraio ho immediatamente scritto: avremo più di cento contagiati domenica e mille alla fine della domenica successiva. Così sarà. Se questa è la progressione arriveremo a centinaia di migliaia di contagiati entro il picco che alcuni posizionano ad aprile. E lì l'epidemia rivelerà la sua pericolosità. Novantacinque su cento se la caveranno facilmente, guariranno come si guarisce da una normale influenza. E gli altri cinque? Ecco, gli altri cinque necessiteranno di ricovero ospedaliero e almeno due di terapia intensiva. Un milione di contagiati contemporanei? Bene, servono ventimila posti di terapia intensiva. Quanti ne abbiamo in Italia? Quattromila. E così si capisce perché la malattia non è grave, ma l'epidemia sì.

3. Il governo ha capito che l'eccesso di trasparenza è molto comunicativo, ma genera inevitabile isteria: i giornali si mettono a fare l'aggiornamento dei contagiati ora per ora e la cosa provoca conseguenze spiacevoli tipo, in Italia, il collasso della già fragile economia. Così hanno cominciato a non dare più i dettagli sui decessi e a dire che comunicheranno non tutti i "tamponi positivi" ma solo quelli "clinicamente rilevanti". Uhm. In buona sostanza qualcuno sta spiegando a quello che ha nel curriculum la partecipazione al Grande Fratello che usare quel meccanismo nella gestione di una epidemia può provocare danni. Solo che glielo hanno spiegato troppo tardi e adesso rischia di innescarsi la spirale opposta. Tutti si chiederanno: "Quali sono i numeri veri? Cosa ci stanno nascondendo?". Ci stanno nascondendo i numeri veri, come probabilmente è stato fatto in tutti gli altri Paesi. Da noi però per settimane abbiamo giocato alla casa di vetro e ormai siamo diventati gli untori del mondo o almeno i cinesi d'Europa. Ci sono le classifiche: prima la Cina, seconda la Corea e terza l'Italia. Questa cosa ormai non si cambia. Così solo in Borsa le aziende italiane hanno perso quaranta miliardi di euro di capitalizzazione, il settore bar e ristoranti è in ginocchio, l'alberghiero fa segnare un meno novanta per cento sulle prenotazioni di marzo e così via. La cosa è inevitabile frutto della strategia gestionale a dir poco altalenante da parte del governo.

4. Se avete capito le tre cose spiegate finora, capirete anche perché all'estero non ci vogliono vedere neanche dipinti e perché persino i giocatori bulgari del Ludogorets sono sbarcati a Milano con guanti in lattice e mascherine per giocare a calcio con l'Inter. Gli israeliani non ci fanno sbarcare dagli aerei e così a Mauritius o sulle nostre navi da crociera ai Caraibi che non trovano porti dove attraccare. Diamo l'informazione completa. Sono ormai molte le nazioni che non vogliono gli italiani: Israele, Giordania, Arabia Saudita, Bahrein, El Salvador, Mauritius, Turkmenistan, Iraq, Capo Verde, Kuwait e Seychelles hanno vietato l'ingresso agli italiani o a chi è stato in Italia nelle ultime due settimane. L'elenco andrà in crescendo. Se avete pianificato viaggi all'estero nei prossimi giorni o settimane, preparatevi all'idea della cancellazione. Attrezzatevi per ottenere almeno i rimborsi, non è facilissimo.

5. Sul coronavirus, politicamente, non ci sono i buoni. Potete come al solito fare il tifo per la fazione che vi sta più simpatica ma qui nessuno ha ragione. Il governo Conte è stato disastroso, il ministro Speranza ha varato quello spot con Mirabella che ha vinto il premio "peggior boiata del 2020" e ha dovuto cestinarlo, ma quando è stato detto che ci sono state falle nel seguire i protocolli non è stata detta proprio un'idiozia e infatti è subito scattata una bella inchiesta della magistratura. Matteo Renzi, che manda messaggi solo se ha da guadagnarne, si è subito schierato con Regione Lombardia contro il governo per strizzare l'occhio a Matteo Salvini e far scattare la tenaglia per buttare giù Conte. Ovviamente dopo aver dichiarato che serve il massimo dell'unità in questo momento di crisi. Ecco, i politici hanno fatto tutti un po' schifo, tutti strumentalizzano mediaticamente un'emergenza che c'è ed è reale. Perché, ricordatevi: la malattia non è grave; l'epidemia può esserlo e tanto. In mano a questi politici qui, non ne parliamo proprio.

Poi dicono che non serve a niente pregare. Speriamo davvero in un aiuto dal Cielo. Ne abbiamo drammaticamente bisogno.