Blog del Popolo della Famiglia

Leccesi a Bari per la manifestazione del Popolo della Famiglia contro il suicidio assistito

06/10/2019 - Porta Lecce
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Alla manifestazione hanno partecipato diversi disabili e le loro famiglie provenienti anche da altre regioni. Mario Adinolfi presidente del Popolo della Famiglia Puglia ha affermato: “Incredibilmente fino ad oggi nessuno era mai sceso in piazza contro le follie di Cappato e compagni. I partiti ormai scendono in piazza perché vogliono le elezioni, perché vogliono più potere, ma per farci che? Il Popolo della Famiglia scende in piazza perché vogliamo vivere e la nostra avanguardia sono i disabili. Se non ci fosse il Popolo della Famiglia con la sua tenacia e il suo vizio di stare per strada con ostinazione sarebbe bene inventarlo. Grazie ai pidieffini, quelli che non si arrendono mai”.

“Dietro l’eliminazione della sofferenza fisica attraverso la “dolce morte” del malato - ha aggiunto Mirco Fanizzi, dirigente nazionale -, si cela in verità altro. L’eutanasia è una richiesta che proviene dalle persone sane che vogliono disfarsi di un depresso, di un malato grave o in fase terminale, di chi non ha sostegno, di chi in questo mondo è lascito solo. Oggi ho ribadito a Cappato, che ci è venuto a trovare fuori dalla sede di Giurisprudenza, di dire la verità, i nostri amici disabili sono un costo e pertanto per molti la soluzione ideale è sopprimerli. Prima di pensare al Fin di vita dobbiamo pensare al 'dopo di noi'”.

La manifestazione si è conclusa con la firma di un documento che verrà inviato al presidente Michele Emiliano e a tutta la giunta regionale pugliese nel quale il Popolo della Famiglia chiede di difendere e salvaguardare il diritto a vivere una vita piena e dignitosa secondo la normativa italiana e internazionale. Sostenere i soggetti più deboli, sia dal punto di vista fisico che psichico, garantendo loro gli adeguati servizi già previsti per legge e a Impedire, con ogni mezzo di legge, come meglio scritto sopra l'istituzione di centri privati che si attrezzino a somministrare pratiche suicidarie, secondo il modello delle cliniche svizzere.

Fonte: Porta Lecce



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