Mario Adinolfi a Matteo Salvini: Al Gay Pride fermati militanti del Popolo della Famiglia

30/06/2019 - Comunicato Stampa PdF
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

Carissimo/a, cerchiamo collaborazioni in tutta Italia per fondare nuovi circoli del Popolo della Famiglia. Il Popolo della Famiglia è un soggetto politico aconfessionale e valoriale, di ispirazione cristiana aperto a tutti quelli che condividono il suo programma in difesa dei valori “non negoziabili”: il diritto alla vita; il diritto dei figli ad avere un padre e una madre; la dignità della persona, del lavoro e la sussidiarietà. Se condividi i nostri ideali e se vuoi aiutarci a difenderli, ti invitiamo a contattarci tramite questa pagina. Grazie.

Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia, chiede l’intervento del ministro Salvini per un episodio accaduto al Gay Pride di Catania: “Ormai siamo all’incredibile. A Catania organizzano il Baby Gay Pride con tanto di drag queen che indottrinano i bimbi. Due attivisti del Popolo della Famiglia sul percorso del Gay Pride degli ‘adulti’ protestano educatamente e silenziosamente con due cartelli scritti a penna che si fa fatica a leggerli, vengono trascinati in questura e il nostro militante anche denunciato perché ‘turbava l’ordine pubblico’. Ministro Salvini è accettabile questo accanimento contro dei militanti cattolici per nulla esagitati e con cartelli per nulla insultanti? Intanto la comunità Lgbt metteva in scena una Ultima Cena con tanto di Cristo gay. Ma a turbare l’ordine pubblico era il persino ingenuo cartello sorretto da un membro della resistenza pidieffina. Il mondo va al contrario, ministro Salvini questo attacco alla nostra libertà di espressione è grave e chiediamo il suo intervento per ripristinare la piena onorabilità del nostro militante”.