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Mario Adinolfi: “Abolire il reddito di cittadinanza per finanziare quello di maternità”

06/09/2019 - Radio Campus
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“Il reddito di cittadinanza andrebbe abolito per finanziare il reddito di maternità”. Ne è convinto Mario Adinolfi che ai microfoni di Radio Cusano Campus osserva: “Aumentano i proprietari dei cani e diminuiscono i figli. Ditemi voi se non è un problema?”. 

Intervenendo nel corso della trasmissione L’Italia s’è desta, condotta da Gianluca Fami, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, il presidente del Popolo della Famiglia, ha detto la sua sul neonato governo giallo-rosso. A suo dire la vera emergenza del Paese Italia da affrontare è proprio la natalità: “Bisogna incentivare i matrimoni perché le famiglie creano ricchezza. Non ho fiducia in questo governo perché sono chiacchiere, non c’è scritta una cosa concreta e non ci sono coperture. Se fossi nel ministro della famiglia farei subito il reddito di maternità che costerebbe 1 milione e lo finanzierei col reddito di cittadinanza che ne costa 7. Se andate a un supermercato il reparto pet food è più ricco del reparto baby care, per la cura del bambino. Questa è una cosa pazzesca”.

Ad ogni modo per la neo ministra della Famiglia, Elena Bonetti, Adinolfi ha solo belle parole: “E’ una cattolica, spero riesca a bloccare certe cose. Ho visto un programma delirante di Monica Cirinnà sui matrimoni gay e l’utero in affitto”.

Non altrettanto fiducioso si è detto riguardo alle strane tasse proposte dal ministro Fioramonti (Istruzione). “Tassa sulle merendine? Mi preoccupa più la tassa di 1 euro e mezzo sui voli intercontinentali. Ogni volta che sento i grillini, mi sembra sempre di parlare con persone che non abbiano molto chiaro le questioni numeriche, non hanno studiato molto. E mi meraviglio di Fioramonti che è un accademico. L’euro e mezzo in più sul volo intercontinentale non pesa sul ricco e sul benestante, ma sulle fasce meno abbienti che cercano il volo intercontinentale low cost”.

Infine Adinolfi sente di dover esprimere la sua solidarietà alla ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, presa di mira per l’abito indossato alla cerimonia di giuramento. “La storia di una bracciante che diventa ministro dell’agricoltura è una bellissima storia, poi giudicheremo quello che farà. Fare il body shaming contro una donna perché si è vestita con un abito xxl blu è sintomo dell’impazzimento di questo Paese. Questo Paese non era così, dal Vaffa Day dell’8 settembre 2007 in poi la lotta politica è stata fatta dileggiando l’avversario politico. Quel giorno abbiamo visto morire la dignità del confronto politico nel nostro Paese. Iniziamo ad archiviare questa guerra tra bande”.

Fonte: Bliz Quotidiano



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