Mario Adinolfi: Diario di una campagna a febbraio - 4° giorno

04/02/2020 - Mario Adinolfi
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

Carissimo/a, cerchiamo collaborazioni in tutta Italia per fondare nuovi circoli del Popolo della Famiglia. Il Popolo della Famiglia è un soggetto politico aconfessionale e valoriale, di ispirazione cristiana aperto a tutti quelli che condividono il suo programma in difesa dei valori “non negoziabili”: il diritto alla vita; il diritto dei figli ad avere un padre e una madre; la dignità della persona, del lavoro e la sussidiarietà. Se condividi i nostri ideali e se vuoi aiutarci a difenderli, ti invitiamo a contattarci tramite questa pagina. Grazie.
 Mi dicono tutti: "Questa è la settimana di Sanremo, inutile fare campagna elettorale, la gente pensa ad altro". Avranno tutti senz'altro ragione ma io sono sceso di casa con il solito piglio, pronto a rompere le scatole a molti su queste suppletive per la Camera del 1 marzo, incurante della polemica sul giovane trapper dai testi violenti e forse solo conformisti o sulla residenza fiscalmente paracula dell'attempata cantante. Sembravo esser stato subito premiato: mi si avvicinano in quattro, mamma e papà con due figli, parevano quelli del simbolo del Popolo della Famiglia (ve l'ho già detto che si vota semplicemente tracciando una croce su di esso?).

Io metto su il più largo dei miei sorrisi credendo d'essere stato riconosciuto da un nucleo di simpatizzanti e invece il papà mi fa: "Julius Caesar?". L'inglese lo mastico, l'accento era di quelli slavi, probabilmente era proprio russo. Ho messo poco a svelare l'arcano. Niente elettori, rassegnarsi e riporre gli arnesi di propaganda per il voto del 1 marzo, toccava trasformarsi in cicerone. Il problema è che tutte ma proprio tutte le guide che acquistano i turisti in ogni parte del mondo prima di imbarcarsi sul volo per Roma indicano nell'Area Sacra di Largo di Torre Argentina il luogo in cui è stato ucciso Giulio Cesare nella seduta del Senato del 15 marzo del 33 avanti Cristo. Le Idi di Marzo, appunto. E ci sono poemi, opere immortali di Shakespeare, film di George Clooney, fumetti di Asterix ad aver trasformato Giulio Cesare in uno dei pochissimi personaggi che in ogni angolo del mondo conoscono, tutti, anche i più ignoranti. Appena oltrepassi la soglia del Caesars Palace di Las Vegas trovi la copia esatta di una statua di Cesare (gli americani non sanno che in realtà il personaggio raffigurato è Augusto, Cesare Augusto, primo effettivo imperatore romano, ma per loro è tutta un'unica marmellata: Cesare ebbasta). Insomma, questa icona pop della storia romana, l'unica capace di travalicare secoli e continenti, la cui uccisione è talmente famosa che persino il similrusso davanti a me abbozza pure la citazione su Bruto figlio ingrato che accoltella insieme ai senatori ("Quoque tu"), è impressa nella memoria di tutti a tutte le latitudini, ma non in quella dei politici romani.

Nell'Area Sacra di Largo di Torre Argentina non c'è uno straccio di indicazione che faccia sapere al turista qual è il punto dove effettivamente Giulio Cesare è caduto vittima delle coltellate dei senatori congiurati. In qualsiasi altra nazione al mondo il luogo sarebbe attorniato da frecce al neon, accessibile solo dietro pagamento di un lauto biglietto, con infinito merchandising annesso. A Las Vegas, dove di storia ce n'è proprio pochina perché la città se la sono inventata i mafiosi piazzandola nel deserto, hanno messo su un Mob Museum dedicato ai criminali che l'hanno fondata e se vuoi vedere gli occhiali rotti dalla pallottola che trapassò il cranio di uno di loro devi pagare quindici dollari. Per le quarantaquattro coltellate di Giulio Cesare, niente. Stai lì e chiedi a chi passa, sperando che sappia, come hanno fatto i quattro russi.

Io so e allora mi sono attardato in una spiegazione, ho fatto vedere il punto esatto della curia dove Cesare è caduto, ora c'è cresciuto un pino che fa da elemento di riferimento. Niente sottolinea l'eccezionalità del luogo eppure i romani ogni 15 marzo si ricordano del loro Giulio Cesare e mettono in scena quel che avvenne alle Idi del 33 avanti Cristo. I romani se ne ricordano, i russi ce lo chiedono, i politici lo ignorano. La Capitale è stata governata negli ultimi dieci anni da tutti, da rossi e dai neri, ora dai gialli. Ci lasciano affogare nella monnezza pure nel cuore del cuore di Roma, senza amore per la nostra storia e se volete una ragione in più per non votarli e scegliere invece il Popolo della Famiglia il 1 marzo alle suppletive per la Camera, beh, questa è una e non è piccola.