Mario Adinolfi: Diario di una campagna a febbraio - 5° giorno

05/02/2020 - Pdf Lazio
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

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 Curiose coincidenze. Nel giorno in cui tutti ma proprio tutti discutono della mise di Achille Lauro al festival di Sanremo e del suo richiamarsi a San Francesco, la campagna elettorale mi porta a fare ben due incontri accanto alla chiesa delle Stimmate. Si tratta di un posto poco conosciuto di questo collegio Roma 1 che sto battendo palmo a palmo, in vista delle suppletive del 1 marzo. Bello essere costretti a ripercorrere vie su cui hai camminato migliaia di volte, magari senza sollevare lo sguardo o entrare a vedere le ricchezze nascoste da chiese che sono scrigni. Centinaia e centinaia di chiese nel territorio tutto sommato ristretto in cui si voterà tra quattro domeniche (lo ricordo per i disattenti: i 22 rioni del centro storico, più i quartieri Flaminio, Trionfale, Della Vittoria, Monte Mario, Farnesina, Stadio Olimpico, Pineta Sacchetti fino al policlinico Gemelli incluso).

La chiesa delle Stimmate è un gioiello disadorno ma è anche l'unico luogo a Roma dove si custodisce il sangue di San Francesco, del poverello d'Assisi che si spogliò di tutto per dedicarsi completamente a Dio e Dio lo ricompensò inviandogli quelle ferite che lo rendevano simile a Gesù Crocifisso. Achille Lauro si è spogliato a Sanremo per dedicarsi completamente alla vanagloria ed è stato ricompensato con l'attenzione di tutti i giornali alle sue nudità in realtà trattenute da una tutina glitterata firmata Gucci dall'imbarazzante prezzo di 5.700 euro. Ecco, quando in redazione a La Croce abbiamo ricevuto il comunicato stampa del press agent di Achille Lauro che invitava a considerare il parallelo con il gesto di San Francesco dello spogliarsi di tutto, sono partiti tanti di quegli improperi che ci toccherà un bel giro di penitenza.

Insomma, va bene tutto, ma davvero bisogna essere così irrispettosi da ridurre tutto a macchietta? Davvero per quel cavolo di quarto d'ora di celebrità di wahroliana memoria ci si riduce a poter proclamare la qualunque senza neanche provare un pizzico di vergogna? Achille Lauro ha raggiunto il suo obiettivo, anche noi che ne stiamo parlando qui stiamo collaborando al suo scopo. Però proviamo a proporgli un giro in incognito, senza press agent e senza telecamere appresso, alla chiesa delle Stimmate a Roma. Per chiedere scusa a San Francesco, al patrono d'Italia e al sangue che ha versato. Versato per aver immensamente amato il suo Creatore, il creato e gli ultimi di questa terra. Non Gucci e la transitoria fama da festival.