Mario Adinolfi: Il DDL Pillon

12/09/2018 - Mario Adinolfi
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

Carissimo/a, cerchiamo collaborazioni in tutta Italia per fondare nuovi circoli del Popolo della Famiglia. Il Popolo della Famiglia è un soggetto politico aconfessionale e valoriale, di ispirazione cristiana aperto a tutti quelli che condividono il suo programma in difesa dei valori “non negoziabili”: il diritto alla vita; il diritto dei figli ad avere un padre e una madre; la dignità della persona, del lavoro e la sussidiarietà. Se condividi i nostri ideali e se vuoi aiutarci a difenderli, ti invitiamo a contattarci tramite questa pagina. Grazie.

Il ddl Pillon, così come la proposta dei patti prematrimoniali del ministro Fontana, è un testo che non può essere sostenuto da chi crede nel principio della distinzione chiara dei ruoli tra paternità e maternità, tendendo a sbilanciare il complesso equilibrio familiare a favore della figura maschile. Il mondo cattolico che ha gridato “voglio la mamma”, sa che nel momento in cui una famiglia è ferita dal dramma del divorzio il miglior interesse del minore è mantenere una condizione di stabilità e di unità spazio-temporale, nella prima infanzia e non solo questo miglior interesse è garantito da un rapporto stabile con la figura materna. Chi scrive è un papà che ha conosciuto il dramma del divorzio con una bimba piccola. Ogni sera tornavo a casa dalla ex moglie, con cui il clima non era certo idilliaco, per garantire a mia figlia un’idea di casa “sua”, unica. Non ho mai preteso “il 50% del tempo” calcolato con il bilancino e prima di portarla anche una sola volta nella casa dove vivevo io ho fatto trascorrere anni e anni, essendo certo che potesse capire che c’era casa sua con la mamma e “anche” casa di papà. Conosco il dramma dei padri separati, ma non mi piacciono le lobby e il ddl Pillon è evidentemente emerso dalle posizioni di quella lobby. Esistono le madri arpie che negano ai padri di poter vedere i figli e vanno limitate nelle loro prepotenze. Ma nella stragrande maggioranza dei casi di divorzio, che ormai riguardano purtroppo un matrimonio su tre, è bene che i minori stiano stabilmente con la mamma e che venga compiuto ogni sforzo per tutelarli anche economicamente in quella condizione, perché il ruolo materno non è uguale o interscambiabile con quello paterno, altrimenti ha ragione chi parla di genitore 1 e genitore 2. Contro quella idea e per difendere la specificità di ruolo materno e paterno scendemmo in piazza in nome della famiglia naturale. La Lega ha un approccio economicista e maschilista al tema familiare, lo dimostra il ddl Pillon e lo dimostra la proposta di Fontana dei prenup (che servono a tutelare prevalentemente i soldi del maschio), così come lo dimostra l’assenza di qualsiasi seria politica a favore della maternità. Noi proponiamo i mille euro al mese alle mamme, Salvini vuole spendere il quintuplo di quei soldi per mandare la gente in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, facendo saltare i conti pubblici. Sbagliato. Prima la famiglia, prima le mamme, se vuoi far ripartire l’Italia.