Mario Adinolfi: Questo è il problema

15/09/2018 - Mario Adinolfi
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

Carissimo/a, cerchiamo collaborazioni in tutta Italia per fondare nuovi circoli del Popolo della Famiglia. Il Popolo della Famiglia è un soggetto politico aconfessionale e valoriale, di ispirazione cristiana aperto a tutti quelli che condividono il suo programma in difesa dei valori “non negoziabili”: il diritto alla vita; il diritto dei figli ad avere un padre e una madre; la dignità della persona, del lavoro e la sussidiarietà. Se condividi i nostri ideali e se vuoi aiutarci a difenderli, ti invitiamo a contattarci tramite questa pagina. Grazie.

Assuntina Morresi scrive con intelligenza le ragioni per cui il ddl Pillon è inemendabile, va ritirato e tradisce tutte le battaglie fatte da chi è andato al Family Day. Conseguentemente si chiede perché il Cdnf di Gandolfini taccia, quando persino il ministro Fontana ha scritto che il ddl non va bene. Qui però c’è dell’ingenuità. Il Cdnf è ormai un gruppo di sette-otto persone, autoreferenziale e mai eletto da nessuno, che dal 2016 ha perseguito di fatto un solo obiettivo facendo da comitato elettorale a Pillon. Oggi è dunque semplicemente impensabile che lo contesti, come ogni logica da piccola cricca impone. Il Cdnf non riunisce mai i suoi sbandierati ma finti comitati locali perché non riempirebbe manco una saletta parrocchiale e di fatto è inattivo. Ogni tanto manda qualche comunicato stampa filogovernativo, che nessuno riprende. L’intergruppo parlamentare sulla famiglia pomposamente annunciato per martedì prova come sempre a rivendicare come risultato qualcosa che è sempre esistito e peraltro è sempre stato inefficace. Se i cattolici continueranno a pensare che il bluff delle mosche cocchiere possa funzionare a lungo, dimostreranno di non aver compreso la lezione derivata dalle sconfitte di questi anni. Cara Assuntina, chiedi perché non propongono invece del ddl Pillon una legge abrogativa del divorzio breve. Semplice, amica mia: non la propongono perché il divorzio breve l’hanno voluto tutti e votato tutti. Su oltre 950 parlamentari, 11 voti contrari al Senato, 19 alla Camera. Tutti i gruppi parlamentari a favore. E l’intergruppo parlamentare sulla famiglia pure. Perché non è mai servito niente. O chiuderemo la stagione dei comitatini autoreferenziali e ci metteremo seriamente a sostenere l’attività di costruzione di un popolo che sostenga una piattaforma politica organica cristianamente ispirata o ci ridurremo giocoforza a fare i tifosi di questo o quel senatore, costretti a sostenerlo anche quando propone leggi opposte ai principi proclamati nelle piazze, probabilmente senza manco accorgersene. L’irrilevanza politica dei cattolici è causa dello scarso coraggio dei cattolici stessi e delle cricche senza Popolo che sono solo interessate a difendere non i figli ma la propria fortunosa rendita di posizione. Questo è il problema.