Maternità e famiglia per far rinascere l'Italia (di Germana Biagioni)

11/11/2019 - Germana Biagioni (112 visite)

In Italia è sempre più difficile scegliere di fare un figlio. Dovrebbe essere un atto naturale, conseguenziale alla propria maturità, da figlio si diventa genitore, come avviene da milioni di anni! E invece qui da noi nel Bel Paese fare la scelta di creare una famiglia, avere dei bambini da educare, spesso rimane un desiderio irrealizzato.

Le cause di questa anomala situazione che determina un impoverimento demografico ed economico sono molteplici e tutte concatenate. Stiamo creando un paese “no Kids” a partire da un sistema sociale che pone l’attenzione sull’individuo e non sulla famiglia, dalle leggi che non tutelano i nuclei familiari, dalla fiscalità che invece di sostenere le famiglie numerose rende difficile la loro sopravvivenza, dalle infrastrutture perché non ci sono città o luoghi a misura di bambino, per non parlare poi della maternità vista e vissuta come una malattia dalla quale guarire presto!

Siamo e saremo sempre di più un paese di vecchi, bisognosi però si assistenza e di “pensioni” per vivere, ma privi di quella forza lavoro giovanile capace di generare il ciclo previdenziale e assistenziale che è il traino del sistema Italia, che ci ha reso uno dei migliori paesi al mondo dove nessuno è privato della istruzione e della assistenza sanitaria.

In un sistema pensionistico come il nostro a “ripartizione” se la numerosità della forza lavoro attiva si riduce nel tempo, aumenta il rischio di non sostenibilità che è un serio problema per i giovani di oggi che non hanno chi pagherà loro le pensioni, causa il tasso demografico in aumento costante.

È ora di mettere mano seriamente ad una sistema di riforme che agiscano positivamente in vari settori per incentivare la natalità ed evitare il collasso. Il problema è sistemico e fare interventi come finora avvenuto, che non prevedano progetti a breve, medio, lungo termine è inutile e comporta solo uno sperpero di fondi, sempre pochi, che tamponano momentaneamente un problema ben più complesso e articolato: la denatalità.

Il Reddito di Maternità presentato in Parlamento dal Popolo della Famiglia è una misura a breve termine che se messa subito in atto potrebbe far ripartire la natalità incentivando le famiglie monoreddito ad avere più figli, dando alla donna che per scelta desidera crescere personalmente i propri figli un riconoscimento economico e sociale, aiutando ragazze madri ad avere un sostentamento che non comprometta la scelta di maternità per motivi economici. Ora, subito c’è bisogno di maternità garantita e tutelata per bloccare la denatalità e far ripartire il livello demografico. La vera ricchezza sono i figli e ce lo insegnano i paesi europei che con serie manovre pro-family hanno incentivato la natalità e spinto l’economia.

In Francia e in Polonia come anche nei paesi della Scandinavia, si sono attuate politiche che hanno incrementato in pochi anni le nascite.

In Polonia con la Family Card di circa 120,00 euro al mese per figlio, hanno riscontrato che questi soldi sono rientrati nel ciclo economico per acquisto di prodotti alimentari, vestiario, asilo, materiale scolastico. Il livello di povertà delle famiglie con tre figli è passato dal 11% prima del 2014 (anno di introduzione della Family Card) al 4,6% del 2016 mentre per le famiglie con 4 o più figli dal 27% al 14%. Questi dati sono stati riportati dalla ELFAC (European Large Families Confederetion), che evidenzia come in Italia ormai le famiglie numerose (quattro o più figli) siano solo l’ 1% delle famiglie.

In Francia un progetto a medio e lungo termine che ha aiutato l’incremento demografico è stato quello di estendere l’astensione facoltativa di maternità da 0 a 3 anni del bambino, riducendo del 50% lo stipendio e dando una flessibilità maggiore alla mamma di scegliere quando tornare al lavoro, in base alle esigenze familiari. In Italia l’astensione facoltativa è di solo 6 mesi al 30% dello stipendio.

Non si dovrebbe prescindere da una basa pedagogica e sociologica nella scelta educativa di un bambino da 0 a 3 anni di vita, che ha bisogno della figura materna in primis e di quella paterna poi, per una crescita serena ed equilibrata. Quindi la soluzione proposta dall’attuale Governo dell’abbassamento della retta degli asili nido o addirittura di rendere il nido scuola dell’obbligo, non tiene conto delle reali esigenze dei bambini e delle famiglie stesse che invece devono poter scegliere liberamente e a seconda della loro reale situazione di vita, tra diverse opzioni a loro più consone. Quindi è opportuno mettere in campo una serie di opportunità per le famiglie, in particolare per le giovani coppie che vogliono avere figli.

Tra queste oltre alla revisione delle leggi sulla maternità un modo per conciliare famiglia lavoro potrebbe essere la riduzione dell’orario lavorativo, trovando soluzioni idonee come lo smart working o il telelavoro. Dal 1823 con Regio Decreto è stato introdotto l’orario lavorativo delle 8 ore giornaliere, con una modifica nel 1970 che ha portato la settimana lavorativa a 5 giorni. Oggi si riscontra una intensità del lavoro sempre in aumento a causa della economia avanzata, ma non una riduzione del tempo lavorativo, che permetterebbe una maggiore partecipazione alla vita familiare.

In conclusione l’Italia è uno dei paesi che destina meno fondi alla famiglia 1,3% del PIL contro il 2,1% della media UE 27, però ogni nuovo figlio ha un costo diretto medio annuo di 8.512,50 euro, gli effetti indiretti legati all’indotto generato determina una incidenza positiva sul PIL annuale di circa 35.000,00 euro, perché si mette in moto tutto un meccanismo economico di produzione di beni e servizi. Quindi i fondi destinati alle famiglie dovrebbero crescere in maniera esponenziale per incrementare l’economia. I figli costano ma generano ricchezza e la maternità va tutelata e incentivata rivalutando il ruolo di donna madre, sia nella scelta di lavorare esclusivamente con i propri figli, sia nella possibilità di conciliare in modo adeguato famiglia e lavoro. Solo pensando in questi termini e valorizzando la famiglia l’Italia potrà veramente diventare un Bel Paese giovane e ricco.