Modena: discussa la mozione “Ci siamo anche noi”

20/05/2020 - Elisa Rossini
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Carissimo/a, cerchiamo collaborazioni in tutta Italia per fondare nuovi circoli del Popolo della Famiglia. Il Popolo della Famiglia è un soggetto politico aconfessionale e valoriale, di ispirazione cristiana aperto a tutti quelli che condividono il suo programma in difesa dei valori “non negoziabili”: il diritto alla vita; il diritto dei figli ad avere un padre e una madre; la dignità della persona, del lavoro e la sussidiarietà. Se condividi i nostri ideali e se vuoi aiutarci a difenderli, ti invitiamo a contattarci tramite questa pagina. Grazie.

Mercoledì 13 maggio in consiglio comunale a Modena è stata discussa la mozione presentata dal Popolo della Famiglia contenente la richiesta di introduzione della misura denominata “Ci siamo anche noi”.

Vorrei qui raccontare come si è svolta la discussione perché ritengo possa essere utile sia per comprendere i passaggi che fanno le mozioni una volta depositate e quindi per mettere a disposizione un’esperienza, sia perché i contenuti delle risposte ricevute svelano l’ideologia che contrasta la famiglia che sta portando avanti la sinistra emiliano romagnola. Tale ideologia ha radici profonde che sono le stesse che hanno portato a fatti di cronaca anche recenti che hanno visto il coinvolgimento dei servizi sociali. Mi riferisco al caso dei pedofili della bassa modenese accaduto negli anni novanta e portato alla luce dal podcast “Veleno” e alla recente indagine “Angeli e Demoni”.

Ma partiamo dall’inizio.

Nelle scorse settimane il circolo PDF di Modena ha avviato un confronto interno per studiare una misura a sostegno di genitori, bambini e ragazzi che potesse da un lato valorizzare l’impegno dei genitori in questi mesi di lockdown ed aiutarli nel loro compito educativo per i prossimi mesi, dall’altro dare una risposta ai bisogni di bambini e ragazzi in particolare nella fascia di età da 0 a 14 anni. Questi giovani cittadini modenesi hanno vissuto mesi di isolamento e hanno ora l’aspettativa e il bisogno di avviare un percorso di ripresa della socializzazione in attesa dell’inizio dell’anno scolastico. Da questo confronto interno è nata la risorsa che abbiamo denominato “Ci siamo anche noi” e che si propone, per i mesi da maggio a settembre e anche successivamente se necessario, di:

• favorire e promuovere gli accordi tra piccoli nuclei di famiglie all’interno dei quali un genitore che si trovi in stato di disoccupazione, o abbia ridotto l’orario di lavoro almeno di 1/3, o abbia sospeso o cessato l’attività commerciale, artigianale o d’impresa, successivamente al febbraio 2020, si dedichi all’attività di educatore di gruppi ristretti di bambini o ragazzi (per un totale di massimo 4-5), eventualmente alternandosi con altri genitori del gruppo;

• favorire e promuovere gli accordi tra piccoli nuclei di famiglie all’interno dei quali ci sia la condivisione di servizi educativi per un totale di massimo 4-5 bambini o ragazzi, rivolgendosi a tale scopo a persone fisiche con contratto di lavoro subordinato o autonomo o utilizzando la modalità del libretto famiglia.

L’accesso alla risorsa prevede il possesso dei seguenti requisiti:

1) possesso della cittadinanza italiana o di regolare permesso di soggiorno per il periodo da marzo a settembre 2020 e residenza nel comune di Modena alla data del 29/02/2020;

2) situazioni di disoccupazione, riduzione dell’orario di lavoro da tempo pieno a part time almeno di 1/3, sospensione o cessazione dell’attività di lavoro autonomo o di commercio, o di artigianato o di impresa intervenute successivamente al febbraio 2020;

3) situazioni di iniziale assenza di lavoro per le ragioni di cui sopra seguite da impegni lavorativi temporanei di durata inferiore a 3 mesi intervenute successivamente al febbraio 2020;

4) nel caso di ricorso a servizi educativi esterni ai nuclei familiari, che ciò sia avvenuto utilizzando contratti di lavoro subordinato o autonomo o il Libretto Famiglia e si esibisca idonea documentazione attestante il rapporto di lavoro subordinato o autonomo o l’utilizzo del Libretto Famiglia;

5) entrate mensili di ciascun componente del nucleo familiare non superiori ad Euro 350,00 e disponibilità finanziarie di ciascun componente il nucleo familiare non superiori ad Euro 1.000,00 nel periodo da marzo 2020 in poi.

Il nucleo familiare che abbia i requisiti sopra evidenziati potrà usufruire dell’erogazione di risorse diversamente quantificate in relazione all’età del bambino/ragazzo come segue:

0 - 3 anni Euro 200 mensili + 75 euro in presenza di un minore è disabile

4 - 10 anni Euro 180 mensili + 75 euro in presenza di un minore disabile

11 - 14 anni Euro 150 mensili + 75 euro in presenza di un minore disabile

È previsto che le risorse vengano erogate in base al numero dei figli di un nucleo fino ad un massimo di euro 530 o euro 605 nel caso di presenza di disabile e che, in caso di separazione dei genitori, il contributo possa essere usufruito al 50% da ogni genitore in caso di domanda presentata da entrambi o al 100% in caso di domanda presentata da uno solo. Abbiamo poi verificato la sostenibilità della misura in termini di costi per l’ente locale esaminando il bilancio dell’ente approvato nei mesi scorsi e individuando dove reperire le somme necessarie. Questo è un passaggio importante quando si fanno proposte: occorre sempre avere la certezza che possano essere in concreto attuate, altrimenti restano affermazioni di principio che tuttavia non hanno nessuna ricaduta positiva sulla vita dei cittadini.

Una volta svolto questo lavoro di condivisione avvalendoci anche delle competenze di alcuni simpatizzanti consiglieri comunali in comuni della provincia di Modena, abbiamo depositato la mozione presso l’ufficio supporto consiglio comunale chiedendone la trattazione urgente e quindi alla prima seduta consigliare.

La conferenza dei capigruppo ha deciso di porre la mozione in discussione per il successivo consiglio, quello del 13 maggio.

Durante la seduta ho pertanto presentato la mozione nei dieci minuti che sono concessi a tale scopo ai consiglieri dal regolamento del consiglio comunale. Alla presentazione della mozione è seguito il dibattito. L’opposizione alla mozione è stata molto forte. A tale proposito è possibile ascoltare l’intero dibattito dal sito del Comune di Modena (www.comune.modena.it).

In primo luogo la maggioranza, composta da Partito Democratico, Verdi, Sinistra Per Modena e Modena Civica, ha eccepito l’eccessiva precisione della proposta. Si è affermato che i consiglieri non possono fare proposte che entrano così nel dettaglio, ma devono restare generici lasciando al sindaco e alla giunta, una volta che la mozione venga approvata dal consiglio, il compito di riempirla di contenuti concreti.

In secondo luogo la maggioranza ha affermato che la mozione conterrebbe una sorta di “fai da te” gestito per altro da persone “incompetenti” perché i genitori non sarebbero, a loro parere, educatori “professionali” ed “esperti”.

Al termine degli interventi degli altri consiglieri chi presenta la mozione ha la possibilità di replicare. E così è stato fatto nel nostro caso.

Prendendo la parola ho quindi rilevato che l’articolo 27 dello Statuto del Comune di Modena prevede che il Consiglio adotta atti di indirizzo generale che impegnano la Giunta e che esplicitano in termini qualitativi e quantitativi i risultati da raggiungere, le risorse impegnate, i tempi previsti. La mozione presentata aveva pertanto un contenuto perfettamente in linea con i poteri che lo Statuto attribuisce al Consiglio comunale. Ho altresì evidenziato che la richiesta di presentare mozioni generiche cela la volontà della maggioranza di rendere marginale il dibattito e l’attività del consiglio comunale e lasciare quindi campo libero e indisturbato alle decisioni della giunta, con inevitabile e inaccettabile compressione dei poteri di controllo e indirizzo del consiglio comunale e dell’attività politica, in particolare dei consiglieri di opposizione.

Sulla seconda eccezione sollevata, ho rilevato che i genitori sono i primi educatori dei figli e che sostenere che non siano esperti in campo educativo è

totalmente contrario a tale evidenza che per altro è riconosciuta dalla costituzione italiana. Ho poi ribattuto affermando che i cittadini non sostenuti economicamente, ma anche non sentendo valorizzati gli sforzi e le fatiche, non saranno certamente incoraggiati ad affrontare maternità e paternità e la crisi demografica già grave prima dell’emergenza sanitaria finirà per aggravarsi ulteriormente.

I figli, ho ricordato, non sono soltanto una scelta che riguarda i loro genitori, ma un bene e una necessità essenziale per l’intera società. Perciò una politica organica di sostegno effettivo alla famiglia non è soltanto legittima ma urgente e doverosa e questo anche a livello locale e anche con piccoli passi e piccoli segnali, come è nelle intenzioni della misura “Ci siamo anche noi”. Ho infine affermato che i genitori sono chiamati a rendersi conto che generare figli non è per loro soltanto un diritto ma anche un dovere di solidarietà sociale e che l’emergenza Covid ha probabilmente risvegliato questo dovere di solidarietà sociale che non possiamo non valorizzare per dargli un senso e uno slancio progettuale.

Ultimata la mia replica il Presidente del Consiglio comunale ha messo ai voti la mozione che è stata respinta con il voto contrario della maggioranza, il voto favorevole di Lega Modena e l’astensione del Movimento 5 Stelle.

Ho voluto raccontare tutto questo perché penso che il Popolo della Famiglia debba ancora crescere in termini di proposte concrete, esperienze sul campo, e capacità di sostenere i principi non negoziabili all’interno di contesti politici fortemente ostili. Occorre anche mettere in circolo esperienze e creare uno scambio continuo (la mozione è a disposizione di tutti per essere presentata nei consigli comunali o proposta a consiglieri amici). In questo modo saremo in grado di intervenire nei contesti, acquisendo la stima anche degli avversari politici, che devono sapere che confrontarsi con un pidieffino significa confrontarsi con la competenza, la capacità propositiva, la disponibilità al dialogo unita all’abilità di argomentare in modo consapevole e approfondito sostenendo anche, se necessario, l’acceso dibattito.

È una grande fatica che richiede studio e approfondimento continuo, ma possiamo farcela perché noi lavoriamo nella consapevolezza che non lo facciamo da soli, ma con un grande amico sempre con noi…

Fonte: La Croce Quotidiano