Nel tempo della postlibertà (Giancarlo Ricci)

21/05/2020 - Mario Adinolfi
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L'anno scorso era uscito presso Sugarco il suo "Il tempo della postlibertà", un libro molto bello che oggi sembra il suo testamento spirituale: Giancarlo Ricci è morto mercoledì improvvisamente al Policlinico di Milano per un male al fegato che ha portato ad un rapido quanto inaspettato crollo delle condizioni di salute. Giancarlo aveva 70 anni, aveva scritto per La Croce, era stato da noi difeso per anni in particolare dopo il suo ultimo deferimento ai probiviri dell'Ordine degli Psicologi nel 2016. Da raffinato e colto e coraggioso psicoterapeuta Giancarlo aveva osato dire davanti a Vladimir Luxuria e Franco Grillini nella trasmissione televisiva condotta da Paolo Del Debbio la frase: "La funzione di padre e di madre è essenziale e costituiva del percorso di crescita". A seguito di questa affermazione Ricci aveva anche argomentato la sua contrarietà all'ideologia gender. L'aggressione che ne seguì fu di una violenza inaudita, le associazioni Lgbt pretesero una procedura disciplinare contro Giancarlo e l'Ordine degli Psicologi eseguì. Essendo ovvio il proscioglimento dalle accuse, si decise di massacrarlo tirandolo alla lunga e così l'insussistenza della colpevolezza fu ufficializzata solo trentotto mesi dopo. E per continuare a tenere sotto pressione Giancarlo le associazioni Lgbt ogni anno presentavano esposti: lo hanno fatto nel 2017, nel 2018 e nel 2019. Ora nel 2020, paghe di averlo condotto alla morte, forse sospenderanno l'attività intimidatoria. Giancarlo Ricci era un sensibilissimo terapeuta, di grande gentilezza umana, per niente omofobo, attento ai più poveri cui si donava senza chiedere nulla in cambio. Parlò per tre minuti in tv, centottanta secondi di orologio, gliel'hanno fatta pagare togliendogli serenità e salute. La sua morte ci lascia molto tristi e abbracciamo la moglie e la figlia. Hai combattuto la buona battaglia, Giancarlo, non hai perso la fede. Non meritavano la tua sofferenza. Ora che vedi, prega per noi.