Quelli del taglio dei parlamentari si regalano un miliardo. Tutto per loro.

17/11/2020 - Mirko de Carli
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

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Quanto è vero e attuale il vecchio adagio di Pietro Nenni: “a fare a gara a fare i pure troverai sempre uno più puro... che ti epura”. Si addice perfettamente al Movimento 5 Stelle che per un decennio ha devastato il panorama politico nazionale al grido “demoliamo la casta” e ora, da quando sono andati al governo del paese, sono diventati la rappresentazione più evidente della peggior declinazione di casta politica.
La notizia è di quelle che fanno davvero male, soprattutto in un momento così delicato come quello attuale e ringrazio l’amico Romano Colozzi , già assessore al bilancio di Regione Lombardia durante gli anni della presidenza di Roberto Formigoni , per averlo evidenziato con chiarezza: nella bozza del testo della manovra finanziaria che sta varando il governo all’art.195 si rintraccia una sorpresa inaspettata così riassunta “(Esigenze Parlamento) 1. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n.190, è incrementato di 800 milioni di euro per l’anno 2021 e 400 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022".
Cosa significa? Come suggerisce bene l’amico Colozzi occorre andare a fondo della legge 190 del 2014 che, al comma 190, recita così: “nello stato di previsione del Ministero dell'economia e  delle finanze  e'  istituito  un  Fondo  per   far   fronte   ad   esigenze indifferibili che si manifestano nel corso  della  gestione,  con  la dotazione di 27 milioni di euro per l'anno 2015 e di  25  milioni  di euro  annui  a  decorrere  dall'anno  2016.  Il  Fondo  e'  ripartito annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  su proposta del Ministro dell'economia  e  delle  finanze.  Il  Ministro dell'economia  e  delle  finanze  è autorizzato  ad  apportare   le occorrenti variazioni di bilancio".
Detto in parole povere: si istituisce un fondo per i gruppi parlamentari per delle non ben precisate “esigenze indefferibili” con un aumento varato, in piena pandemia da Covid 19, pari ad un miliardo di euro. Quindi coloro che per anni hanno chiesto a gran voce trasparenza e taglio della spesa pubblica (in particolare dei costi della politica) ora sono i primi a “farsi” un regalo di un miliardo senza alcun giustificativo precisato. Il paese è in crisi, attanagliato dall’emergenza sanitaria e dalla conseguente crisi economica, e i giallorossi si preoccupano di garantire un bel gruzzolo di quattrini pubblici per finalità legate alle attività dei gruppi politici presenti in parlamento senza alcun ragione motivata.
Abbiamo svenduto la nostra democrazia sotto lo scintillio dei proclama grillini che chiedevano al paese di dargli fiducia confermando il taglio dei parlamentari (riducendo così drammaticamente gli spazi di rappresentatività nel nostro paese) e ora, all’oscuro di tutti, sono gli stessi che si aumentano le dotazioni di spesa dei parlamentari. Ecco il vero volto dei pentastellati: dei populisti a parole e dei “papponi” di Stato a fatti.
Questo piccolo inciso, frutto della lucida analisi dell’amico Colozzi, ci aiuti a mobilitarci contro questo sperpero di danaro pubblico e ci consenta un lucido esame di coscienza nelle prossime occasioni elettorali: mai dare più fiducia a chi si professa paladino della “causa giusta” ma guardare con fiducia chi si prodiga per fare la “cosa giusta”.