Servono soldi a fondo perduto per le imprese familiari

27/05/2020 - Mirko de Carli
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AAA cerchiamo braccia e cuore, astenersi perditempo!

Carissimo/a, cerchiamo collaborazioni in tutta Italia per fondare nuovi circoli del Popolo della Famiglia. Il Popolo della Famiglia è un soggetto politico aconfessionale e valoriale, di ispirazione cristiana aperto a tutti quelli che condividono il suo programma in difesa dei valori “non negoziabili”: il diritto alla vita; il diritto dei figli ad avere un padre e una madre; la dignità della persona, del lavoro e la sussidiarietà. Se condividi i nostri ideali e se vuoi aiutarci a difenderli, ti invitiamo a contattarci tramite questa pagina. Grazie.

Lo diciamo da tempo: la logica che muove i decreti liquidità e rilancio non è corretta perché non mette in condizione le imprese di ricevere un’immissione immediata e sostanziosa di liquidità capace di sopperire alle voragini di bilancio emerse con i mesi di inattività a causa della pandemia da Covid-19. Pensare di offrire il sostegno necessario ad evitare la chiusura di migliaia di piccole e medie imprese in Italia con prestiti bancari garantiti dallo Stato o crediti d’imposta significa non aver compreso il reale stato di emergenza finanziaria in cui versano le nostre aziende. 

Chi ha agita diversamente è ancora una volta la Germania di Angela Merkel: dall’inizio dello stato di emergenza nazionale la Cancelliera ha immesso nel mercato nazionale ben 1.100 miliardi di euro, grazie anche al superamento della regola del cosiddetto Schwarze Null (zero deficit). L’intervento più significativo messo in campo riguarda la decisione di mettere nelle casse delle PMI tedesche una cifra pari a 50.000 euro al mese per il periodo che va da giugno fino a dicembre dell’anno in corso. Quali sono i requisiti previsti per accedervi? Avere meno di 250 dipendenti e autocertificare un danno economico per il 2020 pari ad almeno il 60% del fatturato. Questa misura permetterà di evitare il collasso di migliaia di imprese a trazione familiare che, anche in Germania come in Italia, sono l’ossatura economica delle aree più produttive del paese. I dati economici non sono incoraggianti visto che si annuncia una recessione economica con un Pil a - 2,2% già nel primo trimestre e Merkel non perde tempo garantendo all’economia reale quel sostegno immediato e a fondo perduto che necessita. Adesso. 

Una domanda sorge spontanea: cos’ha permesso al governo tedesco di poter procedere in questa direzione quando in Italia sembra una missione quasi impossibile? È sufficiente prendere in esame i bilanci statali e osservare il dato del surplus delle partite correnti che mette in luce una vera e propria “riserva dorata” di circa 260 mld per l’anno in corso e di ben 2.350 mld se analizziamo i dati a partire dal 2009. Se poi a questo aggiungiamo la regola di “zero deficit” praticata stabilmente fino alla sua revoca con il diffondersi del corona virus si comprende bene il volume di capitali che la Germania ha accumulato negli anni ed è stata quindi in grado di immettere nel mercato con rapidità e poca burocrazia.

Questa “potenza di fuoco” tedesca permette alla Merkel di tenere saldamente competitivo il paese anche in un momento estremamente difficile come quello attuale e di poter mantenere stabilmente in mano lo scettro della guida dell’Unione Europea senza aver alcuna necessità di dibattere sull’opportunità o meno di accedere alla nuova linea di credito del Mes o usufruire dei fondi del Recovery Fund. Questa è l’ennesima lezione per il nostro paese: solo una buona programmazione ed un efficiente gestione del bilancio pubblico può garantire una minore dipendenza dalle logiche di “dipendenza europea” e ci consentirebbero anche di avere un maggior peso nelle trattative in cui si vanno a definire le strategie dell’Unione Europea per affrontare al meglio la cosiddetta “fase 2”. Se le conferenze stampa le tengono Merkel e Macron in autonomia occorre chiedersi perché non abbiamo nemmeno la forza di chiedere un rapporto “di pari dignità” e possiamo solo o acconsentire (se si è al governo) o strillare al complotto (se si è all’opposizione); dovremmo meditare sulle nostre debolezze storiche e imparare una grande lezione: quando sei debole il tuo potere contrattuale è al minimo e quindi puoi solo cercare di strappare il meglio che ti viene concesso.