«Storia dei miracoli piovutici addosso con Federica»

Pubblicato il 04/08/2020 Autore/Fonte: R. Lauri Visite: 283
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Cristian e Silvia sono due giovani sposi che hanno vissuto in pochi anni un grande esodo dall’incredulità alla fede. Il “Mar Rosso” che si è aperto sotto i loro passi è l’arrivo della figlia, condannata dai medici a essere abortita per gravi malformazioni. Conversando con noi ci raccontano prima gli scontri all’interno della coppia, poi l’accoglienza della bimba malata, quindi l’inspiegabile guarigione e infine il dono della fede data e confermata.

È una caldissima giornata di luglio, se duto al tavolo di un bar, al fresco di una sala con l’aria condizionata, forse, esageratamente troppo alta, attendo l’arrivo di Cristian e Silvia. Sono una coppia di sposi con una storia molto bella, una storia che mi voglio far da loro raccontare, una storia che ancora una volta ha per protagonista la Madonna di Medjugorje. Silvia e Cristian sono di ritorno da quella piccola cittadina bosniaca, diretti a casa, da un altro loro pellegrinaggio per ringraziare Maria del dono che ha fatto alla loro bambina.

Cristian, la vostra storia è una storia di sofferenza, di malattia, di dubbi, ma a lieto fine perché suffragata dalla Fede, puoi raccontarcela?

Con Silvia, mia moglie ci siamo sposati nel 2001 e tre anni dopo è nato Simone il nostro primo figlio, un vero dono del Signore. Desideravamo altri figli, quando nel 2006 Silvia è rimasta incinta, ne fummo felicissimi. Silvia al 5 mese di gravidanza si fece visitare dal suo ginecologo, che le fece anche un’ecografia. Eravamo contenti, felicissimi per quella gravidanza tanto attesa, e l’ecografia era inoltre l’occasione per conoscere il sesso del nostro figlio, desideravamo tanto una femminuccia. Il ginecologo ci accolse molto bene, era sorridente e ci descriveva quello che anche noi vedevamo sul monitor.

Poi d’improvviso il suo viso si fece cupo, capimmo subito che qualcosa non andava. Il medico ci disse infatti, che la testa del bimbo era più grande della norma e necessitavano dei controlli più approfonditi, Silvia doveva fare una ecografia di II Livello.

Sicuramente fu un tremendo shock per voi.  Essere messi a conoscenza che il vostro bambino aveva qualcosa che non andava, ma non conoscere la gravità della cosa, vi ha certamente portato ad una situazionedi angoscia.  Cosa vi disse il medico, poi?

Il medico ci dava delle risposte generiche, eravamo molto preoccupati e volevamo sapere subito di cosa si trattava. Pregammo il dottore di dirci subito tutta la verità e dopo molte insistenze lo fece. Ci disse che nostro figlio era affetto da due gravissime malformazioni al cervello: era affetto da Ventricolomegalia, il bimbo era idrocefalo. Ma era anche affetto da Agenesia del Corpo Calloso, cioè gli mancava il corpo calloso. La nostra magra consolazione era il fatto che era femminuccia, come desideravamo, la nostra grande preoccupazione era che la bambina era malata.

Puoi spiegarci, in maniera semplice, cosa sono queste due malattie e cosa comportano per il nascituro?

Per Ventricolomegalia si intende la dilatazione dei ventricoli cerebrali ed è causata dall’ aumento del liquido cerebro-spinale presente. Il liquido cerebrospinale serve a nutrire, a lubrificare e a proteggere le strutture cerebrali, quindi è di fondamentale importanza. I ventricoli cerebrali sono 4 cavità collocate all’interno dell’encefalo e comunicanti tra loro. Se il liquido cerebro-spinale non defluisce, questo può succedere per diverse cause, i ventricoli si gonfiano nel cervello come una specie di palloncini, che esercitano una pressione su di esso e ne compromettono le funzioni cognitive e psicomotorie. Per “Sgonfiare” i ventricoli si può intervenire soltanto con la neurochirurgia. Questa è una descrizione molto generica e semplificata, solo per far capire di cosa si tratta e come si può risolvere.

Prima dicevi che vostra figlia Federica, era anche affetta da una seconda malattia, può dirci qualcosa di più spiegandoci di cosa si trattava?

Federica era affetta anche da Agenesia del corpo calloso, ovvero l’assenza congenita di questo. Il corpo calloso connette gli emisferi cerebrali affinché comunichino tra di loro, questo comincia a svilupparsi all’incirca al 3° mese e mezzo dall’inizio della gravidanza. Al 5° mese, il feto di solito ha un corpo calloso con la forma e caratteristiche che si possono dire definitive, molto simili a quelle dell’adulto. Questa malformazione può portare, nella maggior parte dei casi, a ritardo mentale, a volte anche grave, ma anche a forme di epilessia.

La diagnosi sembrava non lasciare spazio ad alcuna speranza di una vita normale per vostra figlia. Federica sarebbe stata una bambina con gravi problemi cognitivi. Cosa vi dicevano i medici, cosa vi consigliavano di fare?

Il dottore ci disse che la Ventricolomegalia di nostra figlia era gravissima, inoltre la presenza anche dell’Agenesia del Corpo Calloso, aggravava ancora di più la situazione. C’era una sola soluzione, l’aborto! Ci disse che non c’era altra soluzione perché, per poter intervenire chirurgicamente, dovevamo aspettare che la bambina nascesse, ma l’intervento sarebbe servito soltanto a non far peggiorare una situazione che ormai era già irrimediabilmente compromessa. La bambina sarebbe stata cerebrolesa e avrebbe avuto serissimi problemi psicomotori, sensoriali e cognitivi, avrebbe vissuto in uno stato vegetativo, se non fosse morta prima. Questa era la situazione che ci si prospettava. Eravamo sconvolti, Silvia continuava a piangere dalla disperazione nello studio del medico, anch’io non sapevo cosa pensare, ma avevo una grande consolazione, la Fede.

Cercavo di consolare Silvia dicendole che Dio è Padre e ci ama di un amore immenso, che Dio non permette che tu abbia una Croce più grande di quella che puoi umanamente sopportare. Che avremmo dovuto appoggiarci nella preghiera, che Gesù e la Madonna certamente ci sarebbero stati vicini e soprattutto, che Cristo mi avrebbe dato lo Spirito e la forza per affrontare tutto. Ma non riuscivo a consolarla ne a darle speranza, respingeva con rabbia tutto ciò che le dicevo. Silvia prese in considerazione solo la possibilità di abortire e iniziarono gli scontri con me, che ero profondamente contrario. Quella situazione ci divideva, ci metteva nel combattimento l’uno contro l’altro. Non sapevo come convincere Silvia a portare avanti la gravidanza.

Non volevi che Silvia abortisse, mi sembra che fu una dura lotta per convincerla, gli amici, i famigliari, cosa dicevano?

Loro erano spaventati della situazione e presero con fermezza la stessa posizione dei medici: “Per il bene della mia famiglia e per il bene di mia figlia bisognava assolutamente interrompere la gravidanza!”. Successivamente Silvia fece la terza ecografia, anche questo medico ci consigliò l’aborto. Io ero indispettito del consiglio del medico e gli risposi che per fedeltà a Cristo e per rispetto della vita umana ero contrario e che la mia decisione era quella di tenere la bambina nonostante tutto.

Il medico, mi disse indispettito: “Sei un egoista che pur di sentirti in pace con la tua coscienza sei disposto a far nascere una bambina disabile che a causa della tua scelta soffrirà per tutta la vita! Se mai tua figlia avrà un minimo di intelligenza ti odierà per averla fatta nascere così! Anch’ io sono cristiano, ma ti assicuro che anche Dio, in questi casi, ammette l’aborto!”. Ma io gli risposi di tutto punto una frase che più o meno era di questo tono: “Nulla sfugge al controllo di Dio. Dio non sbaglia mai. Se mia figlia è malformata è perché Dio ha permesso che fosse così! Ogni cosa che Dio compie o che permette che accada nella nostra vita è sempre per il nostro bene, anche quando ci troviamo davanti a situazioni difficili che non riusciamo a comprendere. E se Dio, che ama tanto gli uomini da aver sacrificato la sua stessa vita per noi sulla croce, reputa opportuno per il suo e per il nostro bene farla nascere disabile, chi sono io ad oppormi al suo disegno d’amore?” Mia moglie ascoltava in lacrime la nostra discussione. Il medico insistette a consigliarci l’aborto, dicendo che per rientrare nei termini di legge dovevamo prendere la decisione entro pochi giorni.

Quindi solo pochi giorni per prendere una decisione così grave, cosa successe poi?

Furono giorni lunghissimi e di fortissimi scontri e discussioni con Silvia. Mia moglie sfogava tutta la sua disperazione, la sua rabbia, le sue paure, le caricava su di me, che ero determinato a tenere la bambina.

A questo punto entra nel racconto Silvia, che aggiunge:

Anche il mio cuore mi diceva di farla nascere, ma il poco tempo che avevo a disposizione per riflettere su che vita avrei fatto sia io che mia figlia, a causa di questa scelta, la paura e le fortissime pressioni da parte dei miei famigliari, spingevano la mia volontà sul l’abortire. Cercavo tante scuse pur di mettere a tacere la voce della mia coscienza. Ma quando pensavo di abortire nel mio cuore sentivo bruciare l’Inferno e piangevo disperatamente perché erano già cinque mesi che la portavo in grembo, era mia figlia, le volevo già un mondo di bene. La sentivo mia, era parte di me, non sapevo quale era l’unica decisione giusta. Cristian mi propose di andare a chiedere consiglio dalle uniche zione, anche quando ci troviamo davanti a situazioni difficili che non riusciamo a capire. Mi dissero che questa nostra sofferenza avrebbe prodotto frutti spirituali meravigliosi. Mi spiegarono che agli occhi di Dio la vita di un disabile ha lo stesso valore della nostra. Mi dissero che solo Dio è padrone della vita, solo Lui può decidere della vita o della morte di un uomo.

Silvia, l’incontro con questi sacerdoti, le loro parole, il loro conforto alla luce della fede, hanno fatto in modo che la decisione di abortire fosse accantonata da parte tua?

Grazie a queste persone sante, che mio marito ha posto al mio fianco, finalmente trovai il coraggio di prendere la decisione che il mio cuore sin dall’inizio mi indicava, ma che la paura non mi faceva accettare. Finalmente trovai il coraggio di prendere la decisione giusta: far nascere mia figlia e riporre la mia fiducia e le mie speranze in Gesù e in Maria. Inoltre, mio marito ed io decidemmo di donare gli organi della bambina qualora fosse morta subito dopo la nascita. Ormai avevo deciso volevo a tutti i costi la bambina, anche se ammalata. Io e mio marito iniziammo a pregare ogni giorno perché solo il Signore e la Madonna potevano darmi la forza di affrontare il momento che stavo attraversando e quelli che mi aspettavano in futuro. Tutti a pregare compresi i nostri amici sacerdoti.

Tante preghiere, tutti in preghiera, alla fine il Signore vi ha ascoltato, vero Silvia?

Iniziai a pregare ogni giorno, soprattutto il Rosario, alcune volte da sola, altre assieme a mio marito. Grazie alla preghiera il Signore e la Madonna non tardarono a farsi sentire nel mio cuore, quanto più pregavo, tanto più sentivo che davvero ci erano vicini e ci amavano. Quanto più pregavo, tanto più sentivo crescere dentro me una Forza ed una Pace Interiore indescrivibile. Certo, c’erano ancora dei momenti in cui piangevo, ma le mie non erano più lacrime di disperazione ma di chi sa che sta facendo un sacrificio d’amore ed è fiero di questo. Pregando, si accese in me il desiderio e la speranza di ricevere un miracolo. Ma non é che lo pretendevo, diciamo che mi veniva spontaneo dire al Signore con il cuore: “Signore Gesù, se lo ritieni opportuno allontana da me questa croce, guarisci la mia bambina. Ma se non è questo che vuoi sia fatta la tua volontà. Signore, fa’ che questa croce non sia al di sopra delle mie forze, aiutami a sostenerla, e se la bambina deve molto soffrire portala subito con Te in cielo”.

Il Signore molte volte ascolta le suppliche che vengono dal cuore e se uno ci crede, i miracoli avvengo veramente. Cosa è successo dopo ?

A questo punto, interviene nuovamente Cristian, che fino a quel momento era rimasto nel silenzio, contemplando, con commozione, il volto di sua moglie, alla quale teneva teneramente la mano.

Silvia fece altre ecografie, ma la diagnosi non cambiò. Una nostra zia suora, venendo a conoscenza della situazione, si unì alle nostre preghiere, con grande forza e Fede. Andò a pregare anche presso la tomba di San Giovanni Paolo II. Ci donò un fazzoletto proveniente da Medjugorje che era stato strofinato sul ginocchio dalla statua del Cristo Risorto ed era rimasto bagnato dal liquido che trasuda da esso.

La zia consigliò di stendere il fazzoletto sul pancione e di pregare con fiducia la Madonna. Così fu fatto. Ogni sera, Silvia mentre recitava il Rosario, stendeva sul pancione il fazzoletto, con fiducia e Fede.

Questo le dava molta serenità, perché credeva che se il Signore voleva, poteva veramente fare il miracolo. Facemmo altre ecografie, poco tempo dopo, ma nessun miglioramento. Padre Benedetto ci consigliò di far nascere la bambina a San Giovanni Rotondo, nella Casa Sollievo della Sofferenza fondata da Padre Pio, perché lì c’è un eccellente reparto di neurochirurgia. Seguimmo il consiglio e Silvia fu ricoverata li a San Giovanni Rotondo. La data presunta del parto era il 1° novembre. L’11 ottobre fu fatta un’altra ecografia ed ecco subito la grandissima sorpresa. Il ginecologo mi disse che la dilatazione ventricolare non era più di dimensioni tali da preoccuparlo, ciò che lo preoccupava, invece, era l’ Agenesia del Corpo Calloso. Eravamo confusi, stupiti certo, ma soprattutto eravamo sicuri che il Signore e la Madonna avevano ascoltato le nostre preghiere. Fiduciosi aspettammo la nascita di Federica, che anticipò la sua venuta al mondo e nacque il 13 ottobre, dopo appena due giorni dal ricovero.

Voglio sottolineare che il 13 ottobre è il giorno dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima. Siamo certi che la nascita di mia figlia in questa data non sia stata una coincidenza ma per volontà e intervento della Madonna, che l’ha voluta far nascere in quel giorno come segno della sua presenza. Subito Federica fu portata nel reparto di Patologia Neonatale per essere sottoposta a tutti gli accertamenti necessari. La dilatazione dei ventricoli era molto diminuita, così improvvisamente, era nel limite massimo della norma, su nostra figlia non c’erano ne segni ne sintomi di ipertensione endocranica e non occorreva più operarla perché stava benissimo.

Silvia non riesce più a trattenersi, vuole anche lei essere partecipe del racconto e commossa continua lei a ricordare quei momenti.

Mio marito chiese più volte spiegazioni al primario del reparto di Patologia Neonatale, il quale dopo aver visionato, assieme al neurochirurgo, tutte le ecografie precedenti la nascita della bambina, disse che la scienza non poteva spiegare quello che era successo. Infatti l’ostruzione che aveva causato la Ventricolomegalia era scomparsa e il liquido cerebro-spinale ora defluiva correttamente, i ventricoli non facevano pressione sul cervello e non c’era più bisogno di intervenire chirurgicamente. Ci disse, inoltre, che nonostante la Ventricolomegalia avesse soffocato il cervello di Federica durante le più importanti e delicate fasi del suo sviluppo e nonostante l’Agenesia del Corpo Calloso, non c’erano ne segni ne sintomi di lesioni e che il cervello funzionava perfettamente. Eravamo felici e confusi! Il Signore e la Madonna ci avevano ascoltato ed avevano esaudito le nostre preghiere! Nostra figlia stava bene! Nel corso dei primi 12 mesi abbiamo periodicamente sottoposto Federica a varie ed accuratissime visite di controllo: la dilatazione dei ventricoli era stabile, non ci sono mai stati ne segni ne sintomi di ipertensione endocranica, l’Agenesia del Corpo Calloso non ha dato mai nessun sintomo e lo sviluppo psicomotorio di Federica era perfettamente nella norma, addirittura precoce, tanto che il neuropsichiatria ci disse che non occorreva più visitarla. Cresceva normalmente, era dolcissima, affettuosa, intelligente, molto socievole. Ma è avvenuto un secondo miracolo la mia conversione.

Grazie a mia figlia, alla croce che abbiamo portato, ho compreso quanto è grande l’Amore di Gesù per gli uomini e ho ritrovato la Fede. Grazie a questa esperienza ho compreso che il Signore ci è sempre vicino; ho compreso che per Lui ognuno di noi è unico, importante, preziosissimo; ho compreso che i suoi occhi e le sue orecchie sono costantemente puntate su di noi, che è sempre pronto a sostenerci ed aiutarci, a patto che ci fidiamo di Lui. Stessa cosa vale per la sua e nostra dolcissima Mamma, la Madonna. Grazie a questa esperienza non posso immaginare la mia vita senza Gesù e senza la Madonna. Siamo appena ritornati da Medjugorje, ci siamo ritornati ,ancora una volta per ringraziare Maria e Gesù della Grazia del miracolo che ci hanno dato. Siamo andati, per la prima volta, mio marito ed io, assieme a Simone e Federica subito dopo la guarigione di Federica nel 2007. Andare a Medjugorje è stata un esperienza di Fede meravigliosa.

Grazie Silvia, grazie Cristian per la vostra bellissima testimonianza di Fede e per averci raccontato la vostra storia. Una storia di due miracoli, la guarigione di Federica e la Fede ritrovata. Due miracoli, uno per il bene della vita terrena, il secondo, credo più importante perché è per la vita eterna. Grazie davvero, se volete aggiungere ancora qualcosa?

Continua Silvia.

Ho deciso di rendere questa mia testimonianza per sostenere tutte quelle donne e tutte quelle famiglie che, trovandosi nella mia stessa condizione o davanti ad una gravidanza non desiderata, non hanno nessuno che le possa consigliare a fare la scelta giusta, cioè a non abortire mai, in nessun caso e per nessun motivo perché solo Dio è padrone della vita ed il nostro dovere è di custodirla gelosamente, indipendentemente dallo stato di salute del bambino, indipendentemente dalla situazione economica. Mai e poi mai abortite, per nessun motivo, la vita è sacra!

Messaggio a Marija del 25 Luglio 2015 “Cari figli, anche oggi con gioia sono con voi vi invito tutti, figlioli, pregate, pregate, pregate perché possiate comprendere l’amore che ho per voi. Il mio amore è più forte del male perciò, figlioli, avvicinatevi a Dio perché possiate sentire la mia gioia in Dio. Senza Dio, figlioli, non avete ne futuro, ne speranza, ne salvezza, perciò lasciate il male e scegliete il bene! Io sono con voi e con voi intercedo presso Dio per tutti i vostri bisogni. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Alcuni spunti di riflessione: La Regina della Pace ci chiama ad una scelta di vita, una scelta per la vita, quella eterna. Più che un semplice messaggio, una supplica a cambiare la nostra esistenza dove ci possa essere Dio al centro. Senza Dio, ci dice Maria :” Non avete ne futuro, ne speranza, ne salvezza”. Ma come sempre ci consola dicendoci che Lei è sempre, costantemente presente in mezzo a noi, pronta ad intercedere presso suo Figlio.

Nota: pubblicando i messaggi non si vuole dare nessuna forma di autenticazione agli stessi o agli eventi di Medjugorje in generale. Ogni decisione in merito, spetta solo alla Chiesa a cui ci si rimette in piena obbedienza.

Fonte: La Croce Quotidiano