TRE, TRECENTO, TRECENTOMILA

04/03/2018 - Mario Adinolfi (59 visite)

Eravamo dapprincipio in tre, Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo ed io. Una settimana dopo eravamo già in trecento, l'11 marzo del 2016 quando il Popolo della Famiglia è nato al Palazzetto delle Carte Geografiche di Roma, luogo della nostra assemblea costituente. Ora sono andato a votare per un popolo che in ogni angolo d'Italia è protagonista. Quanti saremo stanotte a meno di due anni dalla nostra fondazione? Trecentomila? Seicentomila? Un milione?

Saremo tanti, ci scommetto. Dicono: prenderete lo 0,1. I più benevoli ci danno alla percentuale di Giuliano Ferrara, allo 0,3. Saremo molti, molti di più invece. Nonostante la copertura mediatica che noi non abbiamo avuto e Ferrara sì, nonostante l'incessante livoroso fuoco amico che Ferrara non ha avuto e noi sì, nonostante Ferrara avesse a disposizione un quotidiano pagato da Berlusconi che veniva spedito ogni giorno nelle edicole di ogni angolo del Paese e nonostante la vergognosa pagina de La Verità di oggi in cui Maurizio Belpietro (evidentemente imbeccato da noi sappiamo chi) riesce a mettere il logo di tutti ma proprio tutti i partiti compresi Potere al Popolo, Casapound e Italia agli Italiani, ma "dimenticandosi" solo il simbolo del Popolo della Famiglia. Maurizio (e suoi suggeritori), ce ne ricorderemo.

Sono uscito dal seggio consapevole che abbiamo fatto tutto il possibile. Mi verrebbe da dire: abbiamo già vinto. Ma io sono tignoso e juventino, voglio vincere davvero. Mi propongono il gioco dell'asticella: dov'è il limite tra successo e insuccesso? L'ho sempre detto e lo ripeto: i nostri voti saranno contati in centinaia di migliaia. Se così sarà, un popolo sarà indubbiamente nato, la diaspora dei cristiani in politica sarà una stagione conclusa, avremo scritto un rigo di storia. La pagina la riempiremo tutti insieme e da subito, perché il 22 aprile ci sono le regionali importanti in Friuli Venezia Giulia e Molise, noi ci saremo e faremo pesare moltissimo i voti presi oggi e si vedrà quanto è stato importante aver compiuto questo passo nazionale in totale autonomia dalle coalizioni. Poi ci saranno le amministrative di giugno a Brescia, Treviso, Teramo e in decine di altre città. Ancora, il Popolo della Famiglia sarà protagonista, darà le carte, determinerà equilibri, partendo dalla prova di forza organizzativa e politica fornita oggi, 4 marzo 2018.

Riuniremo attorno a noi gli spezzoni dispersi, saremo come sempre unitivi e accoglieremo anche chi ci ha fatto la guerra. A qualcuno chiederemo semplicemente le scuse. Se non arriveranno, pazienza. Quello che credo ormai si sia capito è che noi andiamo avanti, a testuggine, perché è così che si fa in guerra e noi la guerra la sappiamo fare: ai falsi miti di progresso, per la difesa della famiglia e della vita, per la difesa degli ultimi, per dare voce a chi non ne ha e spazzare via la cultura nichilista della morte che sembra aver afferrato il nostro Paese.

Viva il Popolo della Famiglia e chi non l'ha ancora fatto, vada alle urne e voti per noi. Io l'ho fatto ed è stato bellissimo.