Ddl Zan bocciato al Senato. L'Arcigay grida vergogna, De Carli (PdF):

Reazione opposte alla 'tagliola' che blocca in Senato l'iter del disegno di legge contro l'omotransfobia. Di Maio (Arcigay): "Non ci arrenderemo e proseguiremo a lottare", mentre il Popolo della famiglia ora pensa alla lotta contro l’eutanasia



Sono tante le reazioni da parte della politica locale dopo la 'bocciatura' del disegno di legge contro l'omotransfobia: mercoledì al Senato è infati saltato l'esame degli articoli ed emendamenti del ddl Zan, per cui l'iter si blocca. L'aula del Senato ha votato a favore della cosiddetta 'tagliola', chiesta da Lega e FdI. A favore, 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, è stata accolta da un applauso.

Contro il Ddl Zan

Commenta invece positivamente il voto del Senato sul ddl Zan il consigliere nazionale del Popolo della Famiglia Mirko De Carli: "E' una giornata di liberazione dopo milletrecento giorno di resistenza a un ddl liberticida che avrebbe riportato indietro l’Italia. Saremmo ritornati alle leggi fascistissime del 1925 in cui per gli oppositori politici si prevedeva scioglimento dei partiti e carcere. Questo prevedeva il ddl Zan ai danni di chi si fosse opposto alla piattaforma Lgbt ‘voluta dall’Europa’, dopo aver applicato il marchio di infamia dell’averci descritto tutti come omofobi. Il Popolo della Famiglia si è opposto e ha resistito anche nei mesi in cui sembrava impossibile opporsi e resistere. Ha contribuito a creare un ragionamento sulle vere motivazioni del ddl Zan e da quel ragionamento poi l’istanza di libertà ha vinto con l’istinto totalitario presente in quella legge". 

"Abbiamo vinto per la libertà di tutti, inclusi gli Lgbt che oggi ancora non capiscono quanta violenza ci fosse in quel ddl, che avrebbe fatto precedente. Ora si deve ritornare in Parlamento a discutere delle vere priorità del Paese: lavoro, abbattimento dei folli aumenti dei costi per la vita delle famiglie, denatalità, assistenza alle fasce più deboli a partire da disabili, malati, anziani a cui non si può proporre come soluzione il suicidio. Quella contro l’eutanasia sarà la prossima grande battaglia del Popolo della Famiglia - conclude De Carli - Anche quella, spes contra spem, la combatteremo con coraggio. A noi la battaglia, a Dio questa vittoria".



Fonte: Roma Today