Mario Adinolfi a Radio Radio - 7 Febbraio 2020 (Benigni, Dante, Sanremo)

Benigni s’è rivenduto un pezzo del 2006, l’ha fatto peggio che nel 2006, ci ha preso sopra 300mila euro di soldi pubblici raccontando che il CdC fosse un inno pansessualista buono per la piattaforma programmatica di Arcigay, anziché un brano del libro sacro di ebrei e cristiani. Insomma, non benissimo. Se andassi in campagna elettorale nel collegio Roma 1 declamando il XV canto dell’Inferno di Dante che fa piovere fuoco sui sodomiti condannandoli al tormento eterno perché “contronatura” per spiegare perché mi sono battuto per il no alla legge Cirinnà, sarei accusato di strumentalizzare il più grande testo della letteratura italiana. Giustamente, sarei un pazzo a farlo. La Bibbia invece può essere strumentalizzata così? L’ho detto in questa intervista su Radio Radio (audio integrale).

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